
La rostidora,
le mani infreddolite,
quando si distraeva
per noi era una scorpacciata,
che mal di pancia alla sera!
Venite ragazzi a scaldarvi
le mani qua sopra,
guai a voi se me li ciuffate
ho già qui pronta la scopa
Son caldi son boni
sono marroni !
La nebbia , il freddo
con quella miseria che c’era
in tasca quei caldi marroni
scaldavano tutte le gambe
ci sentivamo dei veri padroni
Il profumo delle caldarroste
è stato messo in pensione,
per far quel mestiere
ci voleva tanta passione
Ogni tanto sotto i portici
ritorna qualcuno
ma per il freddo , ora,
non si ferma nessuno
A volte d’inverno
lo continuo a cercare,
nascosto tra la nebbia
lo sento ancora chiamare:
ragazzi venite a scaldarvi dal vostro Chopin
sentite che musica
questi marroni,
son caldi son boni,
cioccano,
del foco lor sono i padroni…
(Giovanni Prati)
Copyright 2005 – da “ gli uni e gli altri ” Giovanni Prati
“ riesco a raffigurare nella mia mente l’immagine del mondo nelle epoche passate, e mi affascina il pensiero di quello che gli uomini vissuti prima di noi hanno potuto sentire nei loro cuori…”
(Wayne W. Dyer-La Saggezza dei tempi- Bur)
“Quando sarai morto, cerca il tuo riposo non nella terra, ma nel cuore degli uomini “
(Rumi)
La storia degli uomini…
di coloro che abbiamo incontrato nel nostro cammino, non può far altro che affascinare la nostra vita.
Basterebbe ogni tanto fermarsi e ricordare quelle persone più semplici dalle quali il più delle volte abbiamo avuto gli insegnamenti più importanti.
I vecchi mestieri portati in strada avevano un sapore diverso,insegnavano ai ragazzi
che qualunque lavoro, anche il più umile, doveva essere svolto con passione.
Solo così si poteva trasformare una semplice castagna in una profumata caldarrosta.
All’angolo della strada, ora, hanno messo l’ingresso di una galleria,
quando passo, lì accanto, sento ancora la musica di Chopin, con la sua allegria,
mi giro, solo facce tristi in fila davanti ad una profumeria.
(Un pensiero di Giovanni Prati)

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