domenica 30 dicembre 2007

Chiedersi il perchè


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Chiedersi il perché

Chiedersi il perché
il perché delle cose

L’ultima volta che vi siete guardati dentro
pregato in silenzio
sapendo, da sempre
di avere una risposta a tutto

La vita ti prende
ti illude di darti qualcosa
senza che tu abbia il tempo
di domandarti il perché

Chiudi gli occhi
porti le mani verso la faccia
ti vorresti nascondere
come fanno i cani
e anche tu lasci fuori la coda

Chiedersi il perché
il perché delle cose

Mentre i giorni passano
e la vita si consuma
come un cencio
buttato lì, a terra
che nessuno raccoglie
nessuno che si chiede il perché

Cambieranno molte cose
e cambieremo anche noi
tanto da non riconoscerci più

La notte di S. Silvestro
prenderà il sopravvento sul giorno,
brinderemo al nuovo anno
e continueremo a chiederci il perché

(Giovanni Prati)

Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati

Il mio cane non si chiede il significato della vita. Può darsi che si preoccupi se la colazione è in ritardo, ma non sta lì seduta (è una femmina) a domandarsi se sarà mai realizzata, liberata o illuminata. Cibo e carezze le bastano. Noi esseri umani non assomigliamo ai cani, abbiamo una mente egocentrica che ci procura montagne di guai. Se non capiamo l’errore del nostro modo di pensare, la nostra coscienza di sé, che è la più grande benedizione, si trasforma nella nostra rovina.
Tutti, chi più chi meno, sentiamo la vita difficile, incomprensibile e opprimente. Anche quando tutto va bene, come ogni tanto succede, ci facciamo prendere dall’ansa che la situazione possa cambiare. A seconda della storia personale approdiamo all’età adulta con sentimenti contraddittori riguardo alla vita. Se affermassi che la nostra vita è perfetta così, già piena e totale, mi dareste per matta. Nessuno ritiene di vivere una vita perfetta, eppure qualcosa dentro di noi sa che siamo senza confini, senza limiti. Ci troviamo intrappolati nella contraddizione di sentire la vita come un rompicapo insolubile, fonte di grande dolore, e nello stesso tempo di percepirne confusamente la sconfinatezza, l’ampiezza illimitata. Così cerchiamo una risposta al puzzle.

( Zen Quotidiano – Amore e lavoro- Charlotte Joko Beck- Ed.Ubaldini )

Il mio cane…

Il più delle volte ci troviamo di fronte a fatti della vita cui non sappiamo dare spiegazioni. Eppure, ci ostiniamo a cercare il perchè nelle cose, soprattutto, quando queste si presentano nel modo più semplice.

Ai tanti perchè, si vengono ad aggiungere i nostri - se io fossi, se avessi fatto, se mi capiterà un’altra volta… -

Continuiamo a porci delle domande, il più delle volte, quando queste non avrebbero alcun bisogno di essere poste, e poco, invece, riflettiamo davanti a fatti importanti della vita, ancor meno lo facciamo in modo preventivo.

Fra poche ore, tra un augurio e l’altro, il mio cane mi vedrà brindare al nuovo anno, e si domanderà il perchè.

- Perchè la nostra vita possa essere migliore - gli risponderò - almeno quanto la tua…, anche con un po’ meno cibo, ma con qualche carezza in più-.

( Un pensiero di Giovanni Prati)

domenica 9 dicembre 2007

Sui tuoi passi



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Sui tuoi passi

Accade sempre prima di partire
che il tanto desiderato bisogno di trovar sé stessi
si realizzi per un attimo

Come nel sogno
che nella notte ti avvolge, ti penetra
e frettolosamente fugge con l’alba del mattino

Nel buio più intenso e vuoto
un filo di luce
illumina quel piccolo spazio di realtà
nel quale tu ti cerchi , ma non ti trovi

Accade sempre prima di partire
rendersi conto che qualcosa viene lasciato

Una parte di sé stessi
anche la più piccola parte
con la quale tu possa dire
da qui sono passato


(Giovanni Prati)

Copyright 2003 – da “ Ancora più in là, ed oltre …” Giovanni Prati



Un giorno avremo tante pietre e nessuna anima

(don Primo Mazzolari)


Accade sempre prima di partire…

Quante volte ci siamo trovati a dover lasciare un luogo caro, una persona amata, per necessità o bisogno, o solo perché qualcosa dentro di noi ci diceva che dovevamo farlo, senza che ci domandassimo il perché, e per dove.

La vita ci porta a ricercare noi stessi sempre da un'altra parte, ed ogni volta che ci allontaniamo in questa ricerca, lasciamo, dietro di noi, qualcosa di noi.

Il nostro sé, non trova pace, ha bisogno di sentirsi parte di qualcosa, ma non sa di che cosa.

A volte le persone si lasciano per potersi ricordare, per desiderare ed amare di più; così accade quando ci si allontana dalla terra natia per andare alla ricerca di un lavoro migliore, lasciandosi dietro il ricordo, di come si era, sapendo che alla fine, un giorno, lì si ritornerà.

Ti ricordi…, com’eravamo, i luoghi dove abbiamo passato la nostra giovinezza, vissuto i primi amori, subito le inaspettate sconfitte.

Col passare del tempo la notte s’impossessa sempre più dei nostri sogni e dei ricordi, lasciati liberi con le prime luci del mattino.

Un giorno avremo tante pietre su cui scrivere il nostro nome e nessuna anima da ricordare.

Il nostro sé, ci avrà lasciato, non potrà più ritornare.

( Un pensiero di Giovanni Prati)