
Seduto a riposare su questa panchina
nascosta dietro un lampione,
ad aspettare che si spenga il giorno
Fa freddo e cadono le foglie,
un autunno gelido
che preannuncia un inverno ormai alle porte
La nebbia avvolge col suo mantello il lago
che si perde a poco a poco
Mi tengo stretto ,stretto nel mio cappotto,
un leggero vento
arrossisce il mio viso
e mi gela il naso
mettendo a nudo il mio cuore
e il silenzio lascia spazio ai miei pensieri
Ci sei anche tu.
Non aver paura ,
vieni qui
insieme saremo meno soli
e il freddo non ci giocherà nessuno scherzo
Fai un salto sulla panchina.
Dai , vieni su!
…
Stai fermo con la coda,
ho capito , da qui lo vedi anche tu
Non è un sogno,
è la realtà che tutto spazza via
Su questa panchina ricordati di me
quando non potrò più farti compagnia
(Giovanni Prati )
Copyright 2004 – da “ Forse un giorno, non molto lontano…” Giovanni Prati
…Nell’amicizia frasi come < sarò tuo amico per sempre> , o < sono sempre stato tuo amico>si usano solo quando l’altro non ci crede e, quindi, quando l’amicizia non esiste.
Fra due veri amici questo tipo di cose non si dicono e sono presupposte.
Francesco Alberoni – L’amicizia – Bur
…< Non si riesce a rimanere indifferenti, quando si viene ignorati > commentai. E lui rispose : < Non c’è modo di proteggersi da questo, non può esserci nessun modo… quando capita, non si può fare come se non fosse accaduto… è come essere ossessionati dall’idea di qualcuno che vuole dimenticarsi di te… di tutti i momenti in cui non si viene notati >
Adam Plillips- La scatola di Houdini – Ponte Alle Grazie
Dammi retta , Lucilio, dedicati un po’ a te stesso e tieni da conto, tutto per te, il tempo che finora ti lasciavi portar via, in un modo o nell’altro, o, comunque , perdevi
Seneca – Lettera a Lucilio
“ Il dolore viene e va, ma, quando esce da casa tua, difficilmente chiude la porta. E’ un ospite poco gradito e, come tutti, inizialmente fa i complimenti, ma poi, una volta rotto il ghiaccio, non dimentica la tua ospitalità. Non è possibile essergli amico, eppure, se inizia a conoscerti, si affeziona al punto da tornare sempre da te. E’ talmente fedele che, anche dopo essersi allontanato per un po’ di tempo, anche quando lo si crede scomparso, sa sempre trovare la strada di casa.
C’è poi qualche fortunato che per tutta la vita riesce quasi a non incontrarlo, o a conoscerlo solo a distanza. Solo che poi, chi lo vede solo da lontano, non sa come comportarsi nell’incrociarlo, non sa se salutarlo o far finta di niente e passa per maleducato o superficiale.
Chi riesce a sembrare così è salvo, rimane al sicuro dalla sua invadenza, mentre chi è sensibile non se ne libera più. So che non dovrei parlare così di chi ormai conosco bene, ma non vorrei doverlo incontrare nuovamente. Eppure è una certezza, tanto che non bisognerebbe mai sentirsi troppo soli o trascurati, perché proprio in quel momento lui torna.
Qualche mese fa è partito per un altro dei suoi viaggi, ma, per non essere dimenticato, ogni tanto mi telefona o mi scrive. Ieri mi ha anche detto che questa sua vacanza sta per terminare e tornerà da me. Non sono riuscita nemmeno ad avvertirlo che sarò troppo impegnata per ospitarlo, perché so che va trattato con molta attenzione. Sa essere molto vendicativo, quando rifiutato.
Quindi mi arrendo e mi preparo a riceverlo. Mi dispiace perché iniziavo a stare meglio e a pensarci meno, anche se poi, a volte, il ricordo tornava più forte e vivo che mai. Non so per quanto tempo si tratterrà questa volta, sicuramente però, pur vedendomi stanca, non si farà altri scrupoli e non andrà via prima per questo.
L’ultima volta è rimasto a casa mia per un anno intero. Un anno difficile, in cui tutti abbiamo dovuto adattarci a lui e mai lui a noi.
Nessuno aveva più un suo spazio, e l’aria era divenuta irrespirabile.
Non si è neanche limitato a questo, perché, oltretutto, non è arrivato solo. Ci ha imposto tanti amici indelicati ed invadenti, che andavano e venivano, come lui, senza ordine nè rispetto.
Non so se questa volta sarà solo, ma penso di essere più preparata a quella confusione. Speravo solo rimanesse via un po’ più a lungo, per poter avere più tempo per riprendermi dall’ultima volta, ma non tutto può essere programmato. Ci si conviverà ancora, ci si adatterà nuovamente a lui, alle sue abitudini, alle sue brutte sorprese, ai suoi vizi. Ma, tra questi, ci sarà sempre il suo vizio peggiore, quello che non riesco proprio ad accettare, ed è il suo continuo uscire senza mai chiudere la porta. “
“ Il Dolore ” - Una mia cara amica - (una grande scrittrice)
La nebbia che cala su di noi, sulla nostra vita.
La realtà che nasconde tutto e che ti fa apparire il tutto come un sogno.
Aver perso la cognizione del tempo, un tempo che ci siamo lasciati portar via, un tempo al quale volevamo restare attaccati per essere “ notati “ dagli altri, almeno da quelli che in qualche modo consideravamo amici, per poi trovarsi invece, avvolti nel proprio pastrano, coi nostri pensieri e i nostri ricordi.
La panchina, un luogo dove ci si confida con l’altro, con colui che non conosciamo, ma sappiamo che anche lui, se si è seduto qui accanto ,lo ha fatto perché come noi sente il bisogno di mettere a nudo il suo cuore , dentro la nebbia che nasconde tutto ,ma rispetta di ognuno i segreti e non li lascia fuggire.
Anche su quella panchina le persone col tempo hanno smesso di sedersi, rimanendo così ancora più sole a guardare il lago … che a poco a poco non si vede più.
E proprio quando restiamo soli , ecco pronto sulla soglia di casa il dolore , che senza alcun invito si mette a sedere al nostro tavolo, al nostro posto e vuole essere servito.
Il dolore che si prova solo quando già lo si conosce e, proprio per questo, che a volte si traveste da amico, quell’amico che quando esce di casa si dimentica sempre di chiudere la porta .
Ma lui è fatto così , bisogna solo aver pazienza che la nebbia se lo porti via , tanto non ha scampo , in qualsiasi veste sia , non potrà mai prendere residenza in casa nostra.
Poi come d’incanto ,una volta andato via, ecco avvicinarsi a noi un compagno… un gatto randagio , un cane infreddolito , che ci guarda e ci capisce.
… è il mio Amico , che anche oggi è venuto a trovarmi, non mi ha mai fatto confidenze ma ha ascoltato in silenzio le mie.
Insieme siamo rimasti a guardare la realtà che tutto spazza via, increduli, credendo fosse un sogno.
So di doverlo lasciare , certo tuttavia , che lui continuerà a sedersi lì , ogni sera d’autunno, e quando il freddo gli gelerà il naso si avvolgerà nel mio cappotto, quello che gli ho lasciato sulla panchina.
Qualcuno ,prima o poi , quella panchina gliela porterà via e lui continuerà a cercarmi , dentro la nebbia, ma non mi troverà, e se incontrerà quel dolore che un tempo era andato via, allora dovrai esserci “ tu “ ad aspettarlo , per fargli un po’ di compagnia.
Un pensiero di Giovanni Prati


