sabato 27 ottobre 2007

Preghiera



Preghiera

Parole che possono portare disagio
altro non posso fare
che essere sincero con me stesso

Queste lacrime
che il sole più non asciuga

Aspetto paziente
su questo colle
in attesa che cada una stella
a braccia aperte prego

Chissà se un giorno
lungo la strada
ti rincontrerò
o ti avrò perso per sempre

Ogni uomo racchiude tanti sogni

Ad una, ad una
si spengono le luci della città
prima che faccia buio
cercherò riparo
dietro questa collina
ove si respira ancora aria buona

Aspettando che venga giorno
senza aver paura della notte


(Giovanni Prati)
Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati

Hai scelto me
Oh no
Quando capita.
Ho scelto te
non lo so
quando capita
so che mi sento diverso
quasi disperso
hai scelto me
e adesso che... e ...
ho scelto te
amore mio
se ti capita fa
che sia tutto diverso...
Fa che sia tutto diverso
c'e un uomo perso
sul treno che
precipita...
che un cielo terso
accendi il blu
se tu...
Hai scelto me
passa di qui
se ti capita
(Zucchero)
.
.
.
“ Io non credo, mi disse…
ci sono mille e mille aspetti della vita che mi fanno pensare.
A volte è difficile avere fede, quando ci si trova davanti a tanto dolore e povertà, eppure, anche in questi luoghi di sofferenza spesso vi si trovano persone buone d’animo, che si sacrificano senza chiedere niente in cambio, quasi avessero un debito verso sé stessi, da dover sanare.
Quando si tocca il dolore con mano, diventa difficile dare una risposta ai tanti perché “.
Mi sarebbe piaciuto fosse venuto con me sul colle, ma le sue gambe erano stanche e il cammino era molto lungo e in salita.
“ Quando arriverai sul colle”, mi disse, “ fermati a parlare con Lui”.
Una volta, giunto lassù, solo la città sotto di me; era diversa da come l’avevo sempre vista. Le luci delle case ad una ad una si spegnevano, mentre le ombre calavano e giungeva la notte, non capivo cosa mi avesse portato sino lì. Mi ritornavano alla mente quelle parole, che quel vecchio mi aveva pronunciato poco prima. Ero solo, come sempre ero stato nella mia vita, a guardarmi dentro, a capire in fondo chi ero e come avevo speso il mio tempo.
Abbassai gli occhi, poco dopo, li alzai al cielo, le nuvole si stavano diradando e iniziavano a comparire le prime stelle, tutto era in ordine. Ad un passo dal Paradiso, pensai, si respira aria buona. Chissà se un giorno lungo la strada lo rincontrerò, o lo avrò perso per sempre. Se stanotte cadrà una stella, il mio desiderio, forse, si avvererà.
“ Io non credo, mi disse…, ma prego ogni giorno, anche per te.
Passa di qui, se ti capita. “
( Un pensiero di Giovanni Prati)

lunedì 22 ottobre 2007

Un violino stonato

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Un violino stonato ( a José Antonio Abreu)

Crudele e barbaro
questo mondo
se ci rifletto
se ci rifletto bene

La vita, si racconta
sia qualcosa di straordinario
se la si sa cogliere
con gli occhi di un bambino

Non è facile piangere da soli
lontano dalle luci della città

Tolto gli abiti più scuri
riposto quelli della festa
aspettavo che mi parlasse
che mi dicesse qualcosa

La gioia nei suoi occhi
con un piccolo strumento in mano
suonato senza conoscere la musica

Si può salvare un bambino
con un violino stonato


(Giovanni Prati)
Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati



Centocinquanta orchestre giovanili e 140 infantili, 250.000 tra bambini e ragazzi che hanno imparato a suonare uno strumento musicale e fanno parte di un'orchestra. Il 'sistema Abreu', cioè il progetto sociale e musicale messo a punto 32 anni fa in Venezuela da Josè Antonio Abreu e sostenuto e ammirato dai più grandi musicisti, a cominciare da Claudio Abbado, ha prodotto "una resurrezione". Ha strappato i giovani alle bande criminali, li ha riscattati da una situazione di miseria materiale e spirituale, dando loro la forza per lottare per il proprio futuro e per quello delle persone vicine. Abreu, 65 anni, ha ricevuto il 14 all'Auditorium della musica di Roma il Premio Unicef - Dalla Parte dei Bambini, "Per aver dedicato tutta la sua vita alla tutela dell'infanzia e dell'adolescenza e per essersi distinto nelle attività di recupero, attraverso la musica, di ragazzi in situazioni di grave disagio". La premiazione è stata preceduta da 'Tocar e Luchar', il commovente documentario realizzato da un ex allievo di Abreu, oggi diventato regista, Alberto Arvelo. Ed è stato seguito dal concerto dell'Orchestra Giovanile del Venezuela 'Simon Bolivar', costituita dagli elementi migliori delle orchestre giovanili venezuelane. Sul podio il venticinquenne Gustavo Dudamel, egli stesso un prodotto del sistema Abreu, considerato dalla critica internazionale "il più interessante nuovo direttore del pianeta", e, il giorno successivo, il 15, Claudio Abbado. Mentre gli economisti di tutto il mondo si stanno domandando se davvero gli aiuti stanziati negli anni siano serviti allo sviluppo dei Paesi più poveri, e se i complicati progetti delle organizzazioni internazionali abbiano mai prodotto un qualche risultato, il sistema Abreu fa tornare in mente un antico detto cinese: "Se dai un pesce ad un uomo, si nutrirà una volta. Se gli insegni a pescare, mangerà tutta la vita. Se i tuoi progetti valgono un anno, semina il grano. Se valgono cent'anni, istruisci le persone".

(Settembre 2006 - Rosaria Amato)

La musica…
Lo devo proprio ammettere, ci sono persone che su questo pianeta fanno la differenza sulle altre, perché hanno qualcosa in più… un sogno impossibile da realizzare. Più il sogno sembra impossibile, più grandi sono le difficoltà per trasformarlo in realtà, più questi s’impegnano a realizzarlo. I grandi uomini di tutti i tempi, i giusti, non si sono mai fermati davanti a queste paure, mettendo a rischio, il più delle volte, la propria vita, per il bene di noi tutti. Alcuni giorni fa, ho avuto l’occasione, e perché non ammetterlo, la fortuna, di incontrare Francesco Merini, il giovane regista e sceneggiatore che insieme a Helmut Failoni, ha seguito il Maestro Claudio Abbado nella sua lunga avventura nel Venezuela, accanto al Maestro Abreu.Ho avuto la possibilità di vedere il suo film, e di parlare, a tu per tu, con lui, di questa grande avventura che ha vissuto e in parte gli ha segnato la vita. Più si conoscono varie culture e religioni e più si capisce la vita.
In Venezuela, a Caracas, la città più pericolosa al mondo, ove ci sono grate davanti ai bar, ai negozi, alle porte di casa, dentro le aule delle scuole, grate davanti ad altre grate, ove le macchine di sera non si fermano ai semafori rossi, perché i passeggeri rischierebbero la vita, in questa realtà , da tanti anni, lavora e vive José Antonio Abreu.
Si può salvare un bambino dal disagio, attraverso la musica, togliendogli la pistola e facendogli suonare uno strumento.
La gioia di uno strumento suonato senza conoscere la musica.
Ha creato orchestre corali composte di bambini e ragazzi sordomuti che cantano con il solo movimento delle mani, indossando dei guanti bianchi e colorati ( le orchestre delle mani bianche) e altri, non vedenti, e disabili, che cantano con la voce.
Ha già tolto dalla strada più di 250.000 bambini, di questi, molti sono diventati dei veri talenti, che suonano nelle orchestre più famose del mondo, come ad esempio quella di Berlino.
- La musica -, dice, - non è tutta la vita, è la cosa più bella della vita -.
- Se vuoi capire la valle, sali sulla cima del monte. Se vuoi capire la cima del monte, vai sulla nuvola. Se vuoi capire la nuvola, chiudi gli occhi e pensa -.
Quando sei triste, infelice tra le mura di casa, insofferente nel lavoro, ricordati che è arrivato il momento di ascoltare la musica, le note che ti giungeranno al cuore da quel violino stonato, ti porteranno la gioia di quei bambini a cui qualcuno ha ridato la vita… sempre che anche tu, almeno per una volta, lo sia stato ed abbia creduto in un sogno.














lunedì 1 ottobre 2007

La contesa

giuba47.blog.lastampa.it/photos/uncategorized...
La contesa

Non c’è speranza
nelle parole della gente

Questo profondo disprezzo
per la vita umana
porta l’uomo alla follia

Vecchi rancori
antichi nemici

Qual è l’oggetto della contesa?

Alto è il prezzo da pagare

Cose che sono così
non ci si fa più caso

I mercanti di desideri
e i trafficanti con gli dei

Non riesco a capire…
perché il vento soffia

Come topi di fogna
vaghiamo nella notte
tutti soli

(Giovanni Prati)
Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati

Buchi buchi buchi
mille e mille buchi,
bachi bachi bachi
mille e mille bachi,
bachi da sega …da sega mentale
del super io virtuale,
il super portale
del pensiero irrazionale,
menti dipendenti…
indipendentemente,
l’ottica platonica
e l’etica aristotelica,
l’implacabile pulsione
dell’insoddisfazione,
inerzia e noncuranza
nichilismo e anestesia,
mondo tossico, narcotico,
onirico e nevrotico,
labili le connessioni
asettiche le interazioni,
stili ostili di vita
stili ostili …senza stili,
stili ostili …senza stili,
animali anomali
senz’altro senza ali,
animali anomali
anime senz’ali.

Sputnik


Bachi, bachi bachi…
Di giorno ci svegliamo, come bachi usciamo dai nostri buchi neri, come un baco tra mille bachi. Cose che sono così, non ci si fa più caso…
Di notte ci addormentiamo e vaghiamo tutti soli, alla ricerca di quei buchi, ove si nasconde la serenità, tra mille e mille buchi.
Non c’è speranza nelle parole della gente, ormai la vita sembra diventata a loro stessi ostile…stili ostili di vita.
I mercanti di desideri, e i trafficanti con gli dei… bachi da sega, da sega mentale, vivono in un mondo tutto loro, irrazionale.
Questo profondo disprezzo, che l’uomo ha per la vita umana, preso da un’implacabile pulsione, dell’insoddisfazione.
Come topi di fogna vaghiamo nella notte, tutti soli, senz’altro senza ali.
Animali anomali, anime senz’ali.

Grazie SputniK ( Un pensiero di Giovanni Prati)