domenica 27 gennaio 2008

Un soffio di vento

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Un soffio di vento

La vita
non sai mai
che cosa ti riserba

Basta un soffio di vento
il leggero tremolio di una foglia
per cambiare il corso del tempo

Prigionieri di noi stessi
incatenati al nostro spazio

Gli ultimi attimi di vita
in cui si riassume il tutto

Un giorno il nostro tempo
all’improvviso sparirà
le parole si perderanno
davanti a tanto silenzio


(Giovanni Prati)

Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati



Che senso abbiamo dato al tempo? Fugge, imbroglia, non basta mai. Quante volte abbiamo sentito dire che il tempo - è la migliore medicina - ?
Certo sufficiente averne. Ma noi non ne abbiamo. Non ne abbiamo più. E di tempo ci stiamo ammalando. Al punto che non c’è più bisogno che trascorrano anni per dimenticare il dolore, perché il tempo, insomma, ci possa curare. Siamo così presi dall’affanno del futuro che se ci voltiamo indietro è soltanto per dare una superficiale sbirciata al nostro passato, per realizzare che- sì, siamo vissuti-. Ma guai se ci soffermiamo su quanto –già- siamo vissuti e, per conseguenza, su quanto, ipoteticamente, ci resta da vivere.
… Se conoscere noi stessi è indispensabile per capire che cosa vogliamo ed evitare di costringerci in una gabbia di ispirazioni e progetti che non sono le – nostre – aspirazioni e i –nostri – progetti, riappropriarci del tempo è ormai, semplicemente, vitale.
… La giornata dovrebbe avere quarantott’ore; il tempo incalza; non rimandare a domani quello che puoi fare oggi-… Mi sentivo assediata. Ma com’ero riuscita a collezionare una tale mole di incombenze, proprio io che non rimando mai a domani? E mentre stavo compilando l’elenco delle cose da fare, un lampo leggero attraversò il mio sguardo. Un piccolo, variopinto essere, scampato al traffico e all’aria fetida, se n’era entrato dalla finestra aperta del mio studio e svolazzava, come Campanellino intorno a Peter Pan, sul foglio di appunti. – Una farfalla qui?- avevo pensato, stupita. In quel momento, no so perché né dove, un bagliore di magia era entrato nella mia vita. E il tempo si era fermato. Colpita dalla visione, in contrasto con il luogo e il momento, avevo quasi trattenuto il respiro per seguire e non disturbare quel volo senza meta che incrociava lame di luce tra le pareti della stanza : le ali si andavano posando, solo per attimi, sulla fotografia di mio padre, sulla lettera che la mia amica Lucia mi aveva spedito almeno un mese prima, su quel libro che non mi riusciva di cominciare a leggere. Sulla mia chitarra impolverata. Poi la farfallina aveva compiuto quello che mi era sembrato un cerchio perfetto proprio all’altezza dei miei occhi e, lieve com’era entrata, se n’era uscita nel sole. Non ero più stata capace di concentrarmi su quel che dovevo fare. Mi sentivo spossata, sebbene mi fossi da poco alzata da letto e avessi dormito otto ore. Ero svuotata. Eppure mai come in quel periodo la mia vita era stata tanto piena: affetti, lavoro, programmi. Una vita piena di tutto. Forse troppo. Piena come un bicchiere, fino all’orlo. Così colmo da sembrare vuoto.

( Daniela Daniele – Trova il tempo per essere felice – Mondadori-Psicologia)



E se un giorno il tempo sparisse?

Un giorno ci alzeremo e il tempo non ci sarà più.
Non ci sarà più passato, presente e futuro , non ci sarà più il tempo e ci saremo solo noi. Ci accorgeremo di aver vissuto in un’illusione, con progetti, ricordi e pensieri. Un soffio di vento accompagnerà il batter d’ali di una farfalla che si poserà dolcemente su quella agenda lasciata aperta, su quell’ultima pagina ancora vuota.
( Un pensiero di Giovanni Prati)

domenica 20 gennaio 2008

Mr. Hyde







Mr Hyde

Le luci del giorno
a poco a poco, si spengono
è ormai giunta la sera

Ancora un’altra volta
affronterò la notte
aspettando le prime luci del mattino

I pensieri mi tormentano
nessuno spazio alla mia tranquillità

Mi nascondo tra le lenzuola
ad occhi aperti penso
e nel buio vedo già il mio domani

Mi alzo dal letto
è notte fonda
guardo fuori dai vetri
e tutto tace
mentre dentro la mia mente
sento le urla del silenzio

Apro la dispensa
è vuota
ho già mangiato tutto

Guardo la bottiglia
c’è rimasta un’ultima goccia

Le tenebre della notte
mi stanno portando via


(Giovanni Prati)

Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati




La notte sembra essere il momento più adatto per fare cattivi incontri...

La notte piena di ricordi, di paure, di false aspettative.
Ci corichiamo, ma i nostri occhi rimangono aperti al mondo, alla ricerca minuziosa dei luoghi più oscuri della nostra mente.
Ognuno di noi è consapevole di essere una brava persona, di vivere con la sicurezza di essere sempre dalla parte giusta, dalla parte di coloro che si comportano bene.
Ma le certezze non fanno parte di questo mondo.
Sempre che anche tu sia d’accordo, Mr Hyde!

( Un pensiero di Giovanni Prati)