lunedì 1 dicembre 2008
Foglie calpestate
Cartacce
foglie calpestate
il vento le ha portate via
ormai dimenticate
come anime vaganti
Forse sono solo io che le vedo
così almeno mi pare di capire
Non c’è nessuno per la strada
continuo a camminare
a calpestare le foglie
Mi sento come un burattinaio
che ha tagliato i fili al suo burattino
nel momento più magico
per lasciarlo giocare
Chissà quali e quanti pensieri
com’era triste
penserete voi
e invece no
Le foglie calpestate
continuano a danzare libere
portate via dal vento
lontano
altrove, trovarle potrai
(Giovanni Prati)
Copyright 2008 – da “ Quando le parole parlavano da sole ” Giovanni Prati
domenica 21 settembre 2008
La collera
La collera
La collera ti potrà dare tanta forza
ma ti potrà distruggere
se non saprai guardare
oltre il dolore
Ora devi viaggiare dentro di te
o affrontare le tue angosce
Oltre il confine
oltre l’oscurità
cancellare la paura
Non chiederti perché?
per dove?
non puoi avere una risposta a tutto
Il viaggio sarà lungo
molte ore le passerai in silenzio, a pensare
Il tempo in fondo non significa niente
davanti alla fretta , fermati
davanti al desiderio, rinuncia
davanti alla morte, sorridi
Solo così
sopravvivrai nonostante tutto
amico mio
(Giovanni Prati)
Copyright 2008 – da “ Quando le parole parlavano da sole ” Giovanni Prati
Quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. E’ più facile andare in discesa, ma alla fine ritrovi in un buco. A salire c’è speranza. E’ difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta.
Bisogna prendersi dei momenti da soli, di silenzio, di riflessione, di distacco. E guardare.
Quello che ti aspetti dal futuro è una scatola piena di illusioni, vuota. Chi ti dice che si riempirà? Ora lavoro, poi vado in pensione e vado a pescare. Chi lo sa se ci saranno ancora i pesci? La vita avviene in questo momento ed è in questo momento che uno deve saper godere.
( Tiziano Terzani – La mia fine è il mio inizio - Longanesi)
Capita spesso di incontrare persone che vivono nella collera, che odiano gli altri, soprattutto le persone che stanno più vicine.
Pensano sempre di aver ragione su tutto, mettendosi sempre sul piedistallo più alto, pronte a criticare, a schernire.
Il tempo li consumerà; vivranno la loro vita nella totale infelicità.
A volte si nascondono dietro un falso sorriso, sono pieni di sé, hanno una maschera che li nasconde il viso.
Cercate di non cadere nel tranello d’imitarli, non fatevi ingannare, coltivate la pazienza, la tolleranza e il cambiamento, prendetevi cinque minuti al risveglio ogni mattina per pensare, che tutto questo si può fare.
Arriverà quel giorno ove nessun treno alla stazione si potrà fermare, sulla panchina vuota, resterà la collera da sola ad aspettare.
( Un pensiero di Giovanni Prati)
martedì 3 giugno 2008
Ricordi
Ricordi
Vieni qua
abbracciami
devo dirti una cosa
Appoggia la testa
sul mio cuore
e ascolta
senza dire una parola
Mi sembrava impossibile
lo spazio e il tempo
quello che c’è rimasto
prima e dopo
Cancellare i ricordi
che ritornano alla mente
lontano quei luoghi
ove correvamo insieme
per poi buttarci a terra
nascosti tra fili d’erba e i petali dei fiori
Le nuvole passano alte
nascondono figure strane
I desideri sono spesso
tutto ciò che si ha
Io ti vedo come allora
che sorridi ancora
(Giovanni Prati)
Copyright 2008 – da “ Quando le parole parlavano da sole ” Giovanni Prati
Da lì a poco il sorgere della nostalgia che falsa le nostre vite, cerchiamo un senso nelle cose passate, nelle persone che abbiamo incontrato, perché non riusciamo più a trovarlo nelle cose che ci circondano.
Tutto sembra così irreale, senza alcun senso.
Quella ricerca del tempo perduto che Proust ci ricorda per poi giungere alla fine del viaggio e ritrovare quel tempo.
L’amore è fatto di ricordi e di desideri… un bacio, un abbraccio, una carezza...
I desideri sono spesso tutto ciò che si ha.
( Un pensiero di Giovanni Prati)
domenica 27 aprile 2008
Il valore del tempo
- Pensieri miei e non miei -
compie 5 anni dalla sua prima uscita il 25 aprile 2003.
Ringrazio tutti quelli che in questi anni mi hanno sempre seguito con affetto ed amicizia.
A tutti voi il mio più caloroso abbraccio.
Dalì, Orologio molle al tempo della prima esplosione (1930)
Un attimo speso
lungo tutta una vita
Il mio e il tuo tempo
e quello degli altri
L’oggetto del desiderio
lo raggiungerò fuori tempo
La peste nasconde tutti i mali
come la fame tutti i cibi,
come il tempo nasconde
gli attimi, i minuti e le ore
i giorni e gli anni
che trascorrono
per portarci verso dove?
verso cosa?
verso chi?
Il tempo
è una moneta già pagata
a cui tu non hai saputo dare
il giusto valore
Il segreto è tutto qui
nascosto in ogni attimo
sino all’ultimo istante
prima che giunga la notte
e cali il dì
(Giovanni Prati)
Copyright 2008 – da “ Quando le parole parlavano da sole ” Giovanni Prati
Per scoprire il valore di un anno,chiedilo ad uno studente che è stato bocciato all'esame finale.Per scoprire il valore di un mese,chiedilo ad una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto.Per scoprire il valore di una settimana,chiedilo all'editore di una rivista settimanale. Per scoprire il valore di un'ora,chiedilo agli innamorati che stanno aspettando di vedersi.Per scoprire il valore di un minuto,chiedilo a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l'aereo.Per scoprire il valore di un secondo,chiedilo a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente.Per scoprire il valore di un millisecondo,chiedilo ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento.Il tempo non aspetta nessuno.
( Il tempo non aspetta nessuno- Prati Formativi di Giacomo Prati)
http://pratiformativi.splinder.com/
Rispetto a qualche tempo fa, rispetto al vecchio mondo com’era prima della globalizzazione abbiamo certo un po’ più di cose materiali ma stiamo perdendo una cosa fondamentale. Stiamo perdendo la speranza. Abbiamo i telefonini, ma non abbiamo più i bambini.
(Giulio Tremonti – La paura e la speranza- Mondadori)
Il tempo …
Il tempo dei vecchi, dei giovani, il tempo che passa, che lascia solo ricordi.
Il valore del tempo, dell’uomo. Uomini che vivono la loro vita fuori del tempo, coinvolti sempre più dalle cose materiali, non hanno più tempo per loro, per la loro famiglia, nemmeno il tempo per leggere un buon libro o raccontare una favola al proprio bambino. Alla fine capita a tutti di dover fare i conti con una moneta già pagata. Il tempo non ha prezzo e non aspetta nessuno.
Un tempo c’era l’uomo, e qui giocavano i bambini…,
su questa montagna ora ci sono solo rifiuti di telefonini.
( Un pensiero di Giovanni Prati)
lunedì 31 marzo 2008
Una esistenza difficile
www.santegidio.org/.../piccoloindiano.jpg
Una esistenza difficile
Una esistenza difficile
le domande sono frequenti
Tutti quelli che hanno capito
la storia ci insegna
Le persone soffrono
inutile cercare riparo tra le cose
Scoprire ciò che siamo
per trovare la pace
persino là
dove nessuno l’andrebbe mai a cercare
Trascorri il tuo tempo
quello che ti rimane
non buttarlo via
In un sacco chiuso
porto con me la mia speranza
lontano da tanta ipocrisia
alla ricerca di una felicità nascosta
che qualcuno si è portato via
(Giovanni Prati)
Copyright 2008 – da “ Quando le parole parlavano da sole ” Giovanni Prati
Ciao Giovanni,
frequento la scuola elementare, viaggio 4 kilometri e sono brava a scuola.
Il mio fratello fa la prima elementare, mentre la sorella fa la terza superiori.
I miei genitori non lavorano. La mia famiglia vorrebbe che venite a trovarci per giocare insieme…
( Emina )
Che cos’è la solidarietà?
Dove inizia, e quando finisce?
Come si fa ad aiutare gli altri?
Prendi due denari e mandali a loro… una risposta potrebbe essere questa.
Ma quanto vale?
La solidarietà è un’altra cosa e col denaro poco ha a che fare, tutti sappiamo della sua importanza, ma questo a lungo andare non può di certo bastare.
- Non abbiamo il tempo sufficiente per noi, figurati per dedicarci agli altri! -
- Se non ci pensano le Istituzioni, cosa potrò mai fare io? -
- Tutto tempo perso, le cose vanno così da sempre… -
Lo so che non posso cambiare il mondo, ma qualcosa mi guida verso la ragione, a volte nei posti più impensati, come dentro una semplice poesia, alla ricerca di quel sacco chiuso che qualcuno si è portato via.
( Un pensiero di Giovanni Prati)
lunedì 24 marzo 2008
Non ci volle tanto
copiaeincolla.files.wordpress.com/2007/07/mon.
Non ci volle tanto
In effetti a ben pensarci
si fa presto a dire
prendi e vai
Dapprincipio sono tutti bravi
a raccontar le storie
tanti menestrelli
a corte
Come la prima volta
ancora una volta
e un’altra ancora
nulla fu più al sicuro
Continuò a salire
tanto da toccare con le mani la luna
dall’alto guardò in basso
e dietro a sé
non vide più nessuno
Dunque è vero
quello che si diceva
di una terra lontana
E allora ricordò le cose
in nessun posto in particolare
e si rimise in viaggio
Sentì un urlo dietro di sé
si voltò
e vide la luna scomparire
la cenere coprì il tutto
portata lì dal vento
C’era una volta, si raccontò
e… Non ci volle tanto
(Giovanni Prati)
Copyright 2008 – da “ Quando le parole parlavano da sole ” Giovanni Prati
L’economia è avviatasi su una china pericolosa quanto stupida, incosciente quanto miope, accecata da un profitto immediato paracriminale, alla conquista di ogni spazio del sociale e verso una deriva di soldi di carta, con una tassazione idiota e poliziesca al seguito di una tecnologia che si fa dottrina.
Il ritratto vero dell’economia di oggi , e di domani, nella folle corsa verso il nulla.
(Dove andrà a finire l’economia dei ricchi? – Domenico De Simone – Malatempora)
Nasce un credulone ogni minuto
( Socrate)
Ricordando le parole di Giorgio Gaber : la nostra generazione ha perso.
Credo proprio che questo sia vero. I nostri padri hanno lottato per costruire qualcosa di buono che quelli della mia generazione in qualche modo, più o meno inconsapevolmente, stanno pian piano distruggendo.
Molti miei coetanei si sentiranno toccati da queste mie parole, offesi, ritenendosi diversi. Ma non è così, se tutto questo accade è perché l’abbiamo permesso, mettendo sempre davanti ad ogni cosa i nostri interessi personali, gli aspetti clientelari, il sessantotto, il potere per il potere, portandoci così ad una via senza ritorno.
Il problema dei rifiuti è solo una piccola parte di quello che si preannuncia negli anni a venire.
Spero solo che i nostri giovani non ci prendano per questo d’esempio, visto quello che abbiamo ricevuto non possiamo dire che altrettanto abbiamo lasciato.
Sono loro l’unica speranza per un futuro diverso.
Lo vediamo nelle piazze col loro coraggio nell’affrontare le mafie, davanti ai soprusi ed alle ingiustizie, con la loro comunicazione libera in rete; sono un popolo meraviglioso, dal quale possiamo solo apprendere.
Cos’altro dire : cerchiamo di essere un po’ meno creduloni… un po’ meno coglioni!
( Un pensiero di Giovanni Prati)
domenica 2 marzo 2008
Quando le parole parlavano da sole
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Quando le parole parlavano da sole
Non riesco più a scrivere
i miei sentimenti
Dov’è quel poeta
che conoscevo un tempo,
capace di raccogliere un fiore
che ascoltava il sussurrio del vento?
Non riesco più a guardarmi dentro
non sento più quel dolore
Rileggo le mie vecchie poesie
mi soffermo su ogni singola parola
chiudo gli occhi, piango ancora
Non so più ritrovare quel sapore
quella strana melodia
che mi portava altrove
Quando le parole parlavano da sole
(Giovanni Prati)
Copyright 2008 – da “ Quando le parole parlavano da sole ” Giovanni Prati
Quelle parole, che nessuno poteva togliergli e che ripeteva di continuo a se stesso, gli ridavano coscienza della sua dignità di uomo e cominciarono ad alimentare una nuova speranza. Si mise allora lui stesso a comporre poesie, e le imparò a memoria perché non aveva né carta né penna e comunque sarebbe stato un grave rischio farsi sorprendere con addosso qualcosa di scritto.
Fu tra i pochi che riuscirono a tornare.
Qualche anno fa si dedicò a pubblicare quelle poesie, che sono molto belle.
Chi crederebbe che la poesia può salvare la vita? Eppure, se lo incontraste, vi direbbe che per lui è stato così.
( Donatella Bissuti – La poesia salva la vita – Mondadori )
Mi capita spesso, anche per lunghi periodi, di non trovare le parole per raccontare le emozioni, le cose della vita. Quante volte ho strappato quei piccoli fogli abbozzati, o riscritti, abbandonati in un cassetto.
Ho scritto tante poesie, alcune di queste se non avessi la possibilità di rileggerle non le ricorderei più, altre, invece, le ho imparate a memoria, a tutte, comunque, indistintamente devo qualcosa. Sono parte della mia vita.
Io non so se la poesia può salvare la vita, di certo ha aiutato la mia, in tanti momenti difficili… quando le parole parlavano da sole.
( Un pensiero di Giovanni Prati)
domenica 3 febbraio 2008
Carnevale
Carnevale
Si sta spegnendo il lume
Bambini e maschere
Coriandoli e stelle tra i capelli
Una risata nascosta in un sacco
Forse non siamo più bambini
(Giovanni Prati)
Copyright 2003 – da “ Ancora più in là, ed oltre…” Giovanni Prati
Oltre al Corso avevano luogo, durante il Giovedì Grasso, e gli ultimi giorni di Carnevale, la passeggiata delle maschere che si svolgeva, generalmente, verso la fine dl secolo scorso e agli inizi del nostro, nel Pavaglione, ma soprattutto in via Rizzoli e in via Indipendenza. Fra i Domino, cioè personaggi camuffati con una palandrana di seta nera con cappuccio e mezza mascherina con pizzo, le maschere in costume esotico, i Pierrots, ecc., godevano del favore del pubblico i Sabbion, cioè individui mascherati da contadini. Il sabbion era il figlio dell’ottocentesco villan, una specie di Narciso dal cappello di feltro e nastri, gabbana alla goldoniana, braghe corte,calze bianche, con maschera esprimente stupidità a tutta prova, con una fioritura di bruguel(bottoni o bugni) su di un grande naso volto all’alto. Il villan si traeva seco una beccaccia morta e un granadel dla farina (scopino per raccogliere la farina), che appoggiava barbaramente sui connotati delle sue conoscenze, limitandosi con gli estranei ad avvicinare alla loro faccia la pizzacchera ( beccaccia), dicendo in contadinesco: - Camper a j ho qué l’usel – (compare ho qui l’uccello).
(Alessandro Cervellati – Bologna Divertita – Tamari Editori -1963-)
Forse non siamo più bambini…
Ricordo ancora le feste di Carnevale in piazza a Bologna, quando ero bambino e poi da ragazzo, qualcosa di fantastico, di indescrivibile;
Piazza Maggiore piena di gente, così pure tutte le vie del centro: Indipendenza , Rizzoli, Ugo Bassi...
Papà , mamme, tanti nonni e bambini in maschera. I ragazzi che cercavano di corteggiare le ragazze strappando loro un bacio, perché si diceva - a carnevale tutto si può fare …ogni scherzo vale-.
I carri allegorici partivano dalla Montagnola e percorrevano le vie del centro, mentre i più fortunati che vi erano saliti sopra lanciavano stelle filanti, coriandoli e caramelle ai passanti.
Una meravigliosa festa che ci siamo lasciati portar via da un consumismo beffardo e moderno. Difficile è raccontarlo ora, ai nostri bambini, così com’era, nella sua semplicità ed estrosità. Ricordo l’ultimo mio carnevale quando mi vestii da Igor, il gobbo di Frankestein Junior. A differenza di pochi giovani che avevano le possibilità di indossare abiti costosi di maschere quali principi,cawboy, dame e fate, io e la mia compagnia di amici non avevamo un ghello ( soldo), quindi dovevamo arrangiarsi con quello che si trovava in casa. Quel Giovedì Grasso, presi di nascosto i pantaloni di mio padre( con la copertura di mia madre ) che arrotolai nel fondo e strinsi non so di quanto la cintura, tanto mi erano larghi; il mantello lo recuperai dall’armadio del nonno mentre dormiva in poltrona, e con la matita da trucco di mia madre iniziai la trasformazione.
Ci trovammo, da lì a poco, tutti sotto casa, ognuno di noi ragazzi si era inventato qualcosa, chi si era vestito come contadino , chi un vecchio col bastone, chi una lavandaia, chi un frate con un sacco come saio, chi una maestrina con gli occhiali… eravamo semplicemente fantastici e tutto quanto a costo zero.
Oggi i nostri bambini vedono alla televisione il carnevale di Venezia, di Cento , di Rio , accontentandosi di partecipare ad una festa privata, a casa di qualcuno, indossando abiti pieni di lustrini, per non essere da meno… poveri bambini!
La colpa non è loro, è della nostra generazione che si è fatta scappare quel poco di buono che c’era rimasto del nostro carnevale.
Forse non siamo più bambini…, diciamoci la verità, è che non siamo più capaci d’improvvisare, le nostre maschere camminano per strada tutti giorni e non sanno più scherzare.
Forse è meglio se riportiamo il Carnevale!!!
( Un pensiero di Giovanni Prati)
domenica 27 gennaio 2008
Un soffio di vento
La vita
non sai mai
che cosa ti riserba
Basta un soffio di vento
il leggero tremolio di una foglia
per cambiare il corso del tempo
Prigionieri di noi stessi
incatenati al nostro spazio
Gli ultimi attimi di vita
in cui si riassume il tutto
Un giorno il nostro tempo
all’improvviso sparirà
le parole si perderanno
davanti a tanto silenzio
(Giovanni Prati)
Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati
Che senso abbiamo dato al tempo? Fugge, imbroglia, non basta mai. Quante volte abbiamo sentito dire che il tempo - è la migliore medicina - ?
Certo sufficiente averne. Ma noi non ne abbiamo. Non ne abbiamo più. E di tempo ci stiamo ammalando. Al punto che non c’è più bisogno che trascorrano anni per dimenticare il dolore, perché il tempo, insomma, ci possa curare. Siamo così presi dall’affanno del futuro che se ci voltiamo indietro è soltanto per dare una superficiale sbirciata al nostro passato, per realizzare che- sì, siamo vissuti-. Ma guai se ci soffermiamo su quanto –già- siamo vissuti e, per conseguenza, su quanto, ipoteticamente, ci resta da vivere.
… Se conoscere noi stessi è indispensabile per capire che cosa vogliamo ed evitare di costringerci in una gabbia di ispirazioni e progetti che non sono le – nostre – aspirazioni e i –nostri – progetti, riappropriarci del tempo è ormai, semplicemente, vitale.
… La giornata dovrebbe avere quarantott’ore; il tempo incalza; non rimandare a domani quello che puoi fare oggi-… Mi sentivo assediata. Ma com’ero riuscita a collezionare una tale mole di incombenze, proprio io che non rimando mai a domani? E mentre stavo compilando l’elenco delle cose da fare, un lampo leggero attraversò il mio sguardo. Un piccolo, variopinto essere, scampato al traffico e all’aria fetida, se n’era entrato dalla finestra aperta del mio studio e svolazzava, come Campanellino intorno a Peter Pan, sul foglio di appunti. – Una farfalla qui?- avevo pensato, stupita. In quel momento, no so perché né dove, un bagliore di magia era entrato nella mia vita. E il tempo si era fermato. Colpita dalla visione, in contrasto con il luogo e il momento, avevo quasi trattenuto il respiro per seguire e non disturbare quel volo senza meta che incrociava lame di luce tra le pareti della stanza : le ali si andavano posando, solo per attimi, sulla fotografia di mio padre, sulla lettera che la mia amica Lucia mi aveva spedito almeno un mese prima, su quel libro che non mi riusciva di cominciare a leggere. Sulla mia chitarra impolverata. Poi la farfallina aveva compiuto quello che mi era sembrato un cerchio perfetto proprio all’altezza dei miei occhi e, lieve com’era entrata, se n’era uscita nel sole. Non ero più stata capace di concentrarmi su quel che dovevo fare. Mi sentivo spossata, sebbene mi fossi da poco alzata da letto e avessi dormito otto ore. Ero svuotata. Eppure mai come in quel periodo la mia vita era stata tanto piena: affetti, lavoro, programmi. Una vita piena di tutto. Forse troppo. Piena come un bicchiere, fino all’orlo. Così colmo da sembrare vuoto.
( Daniela Daniele – Trova il tempo per essere felice – Mondadori-Psicologia)
E se un giorno il tempo sparisse?
Un giorno ci alzeremo e il tempo non ci sarà più.
Non ci sarà più passato, presente e futuro , non ci sarà più il tempo e ci saremo solo noi. Ci accorgeremo di aver vissuto in un’illusione, con progetti, ricordi e pensieri. Un soffio di vento accompagnerà il batter d’ali di una farfalla che si poserà dolcemente su quella agenda lasciata aperta, su quell’ultima pagina ancora vuota.
( Un pensiero di Giovanni Prati)
domenica 20 gennaio 2008
Mr. Hyde

Mr Hyde
Le luci del giorno
a poco a poco, si spengono
è ormai giunta la sera
Ancora un’altra volta
affronterò la notte
aspettando le prime luci del mattino
I pensieri mi tormentano
nessuno spazio alla mia tranquillità
Mi nascondo tra le lenzuola
ad occhi aperti penso
e nel buio vedo già il mio domani
Mi alzo dal letto
è notte fonda
guardo fuori dai vetri
e tutto tace
mentre dentro la mia mente
sento le urla del silenzio
Apro la dispensa
è vuota
ho già mangiato tutto
Guardo la bottiglia
c’è rimasta un’ultima goccia
Le tenebre della notte
mi stanno portando via
(Giovanni Prati)
Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati
La notte sembra essere il momento più adatto per fare cattivi incontri...
La notte piena di ricordi, di paure, di false aspettative.
Ci corichiamo, ma i nostri occhi rimangono aperti al mondo, alla ricerca minuziosa dei luoghi più oscuri della nostra mente.
Ognuno di noi è consapevole di essere una brava persona, di vivere con la sicurezza di essere sempre dalla parte giusta, dalla parte di coloro che si comportano bene.
Ma le certezze non fanno parte di questo mondo.
Sempre che anche tu sia d’accordo, Mr Hyde!
( Un pensiero di Giovanni Prati)









