La vita
non sai mai
che cosa ti riserba
Basta un soffio di vento
il leggero tremolio di una foglia
per cambiare il corso del tempo
Prigionieri di noi stessi
incatenati al nostro spazio
Gli ultimi attimi di vita
in cui si riassume il tutto
Un giorno il nostro tempo
all’improvviso sparirà
le parole si perderanno
davanti a tanto silenzio
(Giovanni Prati)
Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati
Che senso abbiamo dato al tempo? Fugge, imbroglia, non basta mai. Quante volte abbiamo sentito dire che il tempo - è la migliore medicina - ?
Certo sufficiente averne. Ma noi non ne abbiamo. Non ne abbiamo più. E di tempo ci stiamo ammalando. Al punto che non c’è più bisogno che trascorrano anni per dimenticare il dolore, perché il tempo, insomma, ci possa curare. Siamo così presi dall’affanno del futuro che se ci voltiamo indietro è soltanto per dare una superficiale sbirciata al nostro passato, per realizzare che- sì, siamo vissuti-. Ma guai se ci soffermiamo su quanto –già- siamo vissuti e, per conseguenza, su quanto, ipoteticamente, ci resta da vivere.
… Se conoscere noi stessi è indispensabile per capire che cosa vogliamo ed evitare di costringerci in una gabbia di ispirazioni e progetti che non sono le – nostre – aspirazioni e i –nostri – progetti, riappropriarci del tempo è ormai, semplicemente, vitale.
… La giornata dovrebbe avere quarantott’ore; il tempo incalza; non rimandare a domani quello che puoi fare oggi-… Mi sentivo assediata. Ma com’ero riuscita a collezionare una tale mole di incombenze, proprio io che non rimando mai a domani? E mentre stavo compilando l’elenco delle cose da fare, un lampo leggero attraversò il mio sguardo. Un piccolo, variopinto essere, scampato al traffico e all’aria fetida, se n’era entrato dalla finestra aperta del mio studio e svolazzava, come Campanellino intorno a Peter Pan, sul foglio di appunti. – Una farfalla qui?- avevo pensato, stupita. In quel momento, no so perché né dove, un bagliore di magia era entrato nella mia vita. E il tempo si era fermato. Colpita dalla visione, in contrasto con il luogo e il momento, avevo quasi trattenuto il respiro per seguire e non disturbare quel volo senza meta che incrociava lame di luce tra le pareti della stanza : le ali si andavano posando, solo per attimi, sulla fotografia di mio padre, sulla lettera che la mia amica Lucia mi aveva spedito almeno un mese prima, su quel libro che non mi riusciva di cominciare a leggere. Sulla mia chitarra impolverata. Poi la farfallina aveva compiuto quello che mi era sembrato un cerchio perfetto proprio all’altezza dei miei occhi e, lieve com’era entrata, se n’era uscita nel sole. Non ero più stata capace di concentrarmi su quel che dovevo fare. Mi sentivo spossata, sebbene mi fossi da poco alzata da letto e avessi dormito otto ore. Ero svuotata. Eppure mai come in quel periodo la mia vita era stata tanto piena: affetti, lavoro, programmi. Una vita piena di tutto. Forse troppo. Piena come un bicchiere, fino all’orlo. Così colmo da sembrare vuoto.
( Daniela Daniele – Trova il tempo per essere felice – Mondadori-Psicologia)
E se un giorno il tempo sparisse?
Un giorno ci alzeremo e il tempo non ci sarà più.
Non ci sarà più passato, presente e futuro , non ci sarà più il tempo e ci saremo solo noi. Ci accorgeremo di aver vissuto in un’illusione, con progetti, ricordi e pensieri. Un soffio di vento accompagnerà il batter d’ali di una farfalla che si poserà dolcemente su quella agenda lasciata aperta, su quell’ultima pagina ancora vuota.
( Un pensiero di Giovanni Prati)


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