sabato 20 novembre 2010

Il viaggiatore



Il vecchio camminava
allontanandosi
con passo lento
in silenzio
appoggiato a quel suo bastone
un robusto ramo d'albero

Il capo leggermente chino
quasi ad anticipare di poco il tempo

Le foglie coprono il lungo sentiero
l'autunno è ormai inoltrato
la nebbia sempre più bassa bagna ogni cosa
ad ogni passo
sembra scivolare

I pensieri vagano nella mente
tutto solo
appoggiato al suo bastone
nell'altra mano un sacchetto di plastica
contiene qualche castagna
raccolta qua e là

Un maglione tutto sfilacciato
trattiene quello scarno corpo
il berretto sul capo
nasconde i suoi occhi
piccoli e segnati dal tempo

Lento è il suo cammino
ormai avvolto dalla nebbia
guarda il cadere delle foglie
col pensiero rivolto ad un inverno
ormai alle porte

Poi d'un tratto,
si ferma
gira il capo
si toglie il berretto
gentile
lo alza in segno di saluto
al fischiettio del treno

Dietro questo finestrino
mi strappa un sorriso
da lì a poco non lo vedo più

Giovanni Prati
Copyright 2010 da " silenzi e segreti " di Giovanni Prati

domenica 14 novembre 2010

Lo specchio




Lo specchio della falsità
nasconde una bugia

L’uomo si vede in volto
ma nei suoi occhi non trova l’armonia

L’uomo si perde nello specchio
si ferma
si avvicina per vedersi meglio
si allontana un poco
ma non si vede più

Credeva di avere il mondo tra le mani
ma non è stato capace di guardarsi dentro
quel tanto che basta
quel poco di più

(Giovanni Prati)
Copyright 2004 – da “Forse un giorno non molto lontano …” Giovanni Prati


“L’immaginazione è lo specchio più deformante che i vetrai abbiano mai creato. Ma forse le farfalle non hanno immaginazione. In questo specchio Chiara e Francesco erano più brutti di un bruco e di una crisalide. Erano orrendi. Forse volevano nascondersi in quella loro immobilità. Non esistere per non avere alcun attributo dell’essere. Compreso quello della bruttezza. Le braccia tentacolari, infiniti foruncoli purulenti, stelle maleodoranti di un cielo di maledizione.
Gli specchi sono invenzioni di streghe arcigne. Bisognerebbe distruggerli.
Ma l’immaginazione non è distruggibile.
Le farfalle forse non hanno immaginazione. L’immaginazione è uno specchio da pulire sovente con il lacero panno dell’amore”

Vittorino Andreoli da La Mela è pronta

“Allora la matrigna comincia a sentirsi minacciata da Biancaneve e diventa gelosa. Il narcisismo della matrigna è dimostrato dal fatto che essa cerca di essere rassicurata circa la propria avvenenza dallo specchio magico molto tempo prima che la bellezza di Biancaneve eclissi la sua.
L’atto della regina che consulta lo specchio per conoscere il proprio valore –cioè la propria bellezza- ripete l’antico tema del narciso.
Narciso amava soltanto se stesso, a tal punto che finì inghiottito dalla propria autoammirazione.
Il narcisismo è una componente importantissima del comportamento del bambino. Egli deve gradualmente imparare a trascendere questa pericolosa forma di coinvolgimento con se stesso. “

“Se un bambino non può permettersi di essere geloso di un genitore, proietta i suoi sentimenti su questo genitore. In tal caso l’idea “io sono gelosa dei vantaggi e le prerogative della mamma” si trasforma nel pensiero dettato dal desiderio “ la mia mamma è gelosa di me”. Il senso d’inferiorità viene definitivamente tramutato in senso di superiorità.
Il ragazzo prepubere o adolescente può dire fra sé : “ Io non competo coi miei genitori. Io sono già migliore di loro; sono loro che competono con me.” Purtroppo, ci sono anche dei genitori che cercano di convincere i loro figli adolescenti della propria superiorità nei loro confronti. Essi possono anche essere effettivamente superiori a loro sotto certi punti di vista, ma per non compromettere la capacità dei loro figli di conquistarsi la loro sicurezza devono tenere questo fatto per sé.”

Bruno Bettelheim da Il mondo incantato



“Dopo andò a guardarsi allo specchio, e gli parve d’essere un altro. Non vide più riflessa la solita immagine della marionetta di legno, ma vide l’immagine vispa e intelligente di un bel fanciullo coi capelli castagni, cogli occhi celesti e con un’aria allegra e festosa come una pasqua di rose. …..
E il vecchio Pinocchio di legno dove si sarà nascosto?
Eccolo là ! Rispose Geppetto…. “

Carlo Lorenzini (Collodi) da Le avventure di Pinocchio



Avete forse dimenticato il vostro Pinocchio da qualche parte, dentro qualche cassetto?
Pinocchio è una storia piena di dolore, una diversità che vive nella fantasia della bugia, nel desiderio di diventar bambino , ma alla domanda preoccupata di Pinocchio : E il vecchio Pinocchio dove si sarà nascosto?Pronta è la risposta di Geppetto : Eccolo là !
Lo specchio di Biancaneve ora non vi serve più ?
Tutte le volte che vi guardate allo specchio forse celate in voi il desiderio di essere Biancaneve, Narciso o la Matrigna. E il bel Principe Azzurro che fine avrà fatto?E’ scappato coi nani , o è corso in aiuto della Bella Addormentata nel Bosco e voi lì ad aspettarlo con in mano l’oggetto del desiderio: la mela.
Chiara e Francesco saranno diventati farfalle?
Forse li troveremo all’angolo di una strada, abbracciati sotto un lampione,perché è sera ed hanno bisogno di guardarsi in faccia con un po’ di luce; oppure si sono persi o non si sono mai incontrati e continuano a viandare cercando chissà cosa, un posto di lavoro sicuro, una casa, il compagno della loro vita ; oppure continuano a scappare per non farsi prendere ma non possono andare lontano nessuno li sta cercando.
Tutte le volte che ti perdi in un sogno, perditi!Cerca di fermare la realtà solo quando non se ne vuol più andare via. Cerca un colore anche nel buio. Nasconditi solo quando ti vuoi far trovare.

un pensiero di Giovanni Prati

domenica 7 novembre 2010

Solo




Solo, con la mia solitudine
non credevo si potesse soffrire così tanto
mi piacerebbe poterti raccontare la mia storia
ma a chi interesserà mai una storia così

Solo ,con i miei pensieri
non credevo mi perseguitassero così tanto
mi piacerebbe poterli realizzare
ma i miei sogni a chi mai potranno interessare

Solo, sempre più solo
mi trovo a percorrere questo tortuoso sentiero
ho tanto bisogno di lasciarmi andare

Ho forse sbagliato vita ?
Datemi una lancia da poter scagliare!

Bambole di terracotta
un baule pieno di speranze riposte ormai da tempo
le scarpette nuove indossate il giorno di festa
un orologio che segna l’infinito
e la neve che non cade più

Solo coccodrilli per le strade
altro non vedo.

Solo, in questa sera
solo in mezzo agli altri
con la solitudine degli altri

Tutto intorno a me è già accaduto

Solo

Giovanni Prati )
Copyright 2004 – da “ Forse un giorno, non molto lontano…”


“ L’uomo intelligente mirerà in primo luogo all’assenza di dolore, a non subire molestie, ad avere pace e tempo libero, cercherà quindi un’esistenza tranquilla, modesta, ma il più possibile priva di turbamenti, e dopo una certa esperienza dei cosiddetti uomini si sceglierà un’esistenza appartata, e perfino , se è uno spirito grande, in solitudine; perché quanto più uno possiede in se stesso, di tanto meno egli necessita dal mondo esterno, e tanto meno possono significare per lui tutti gli altri. Ecco perché la superiorità dello spirito rende poco socievoli. Per meglio dire, se la qualità della compagnia si potesse sostituire con la quantità, varrebbe la pena allora persino di vivere nel gran mondo, ma purtroppo cento stupidi ammucchiati non fanno un uomo intelligente. “

Schopenhauer – Aforismi sulla saggezza del vivere - Mondadori

“ … una gran parte della vita ci sfugge nel fare del male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta quanta nel fare altro da quello che dovremmo.
Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo?”

Lucio Anneo Seneca – L’arte di vivere - Bur


“ Capire la solitudine può aiutare a capire che cosa ci aspettiamo dagli altri e dai nostri rapporti con loro, e può offrire una prospettiva nuova da cui guardare all’intimità, all’amicizia , all’amore. “

Maria Miceli – Sentirsi soli – il Mulino

Siamo, chi più chi meno, tutti soli.
Soli nella nostra similitudine.
Forse perché siamo tutti noi , troppo intelligenti.
Forse perché siamo talmente stupidi da crederlo.
Oppure perché crediamo di controllare il tempo e pensare che ci appartenga a tal punto da spenderlo come e quando vogliamo.
Cerchiamo gli altri , ma pur vedendoli non li vediamo, perché il nostro sguardo si è intorpidito.

E’ sufficiente anche la sola immagine di un vecchio ricordo fermato nel tempo per farci sentire ancora più soli:
un baule dentro il quale ti nascondevi, le scarpette bianche della festa, quella vecchia bambola di terracotta , quell’orologio senza lancette quasi a segnare un tempo senza fine e senza inizio, e la neve che è rimasta solo un fugace ricordo e non cade più.

Forse sarà il prendersi troppo sul serio, o troppo seriamente la vita, che fa si che siamo proprio noi a voler star soli, lontani dalla gente, quasi fosse un nostro bisogno, quello di non attaccarsi mai a qualcuno o a qualche cosa , tanto da far diventare quello o questo indispensabili.

C’è in noi una tendenza forte a reprimere ogni sentimento, a tal punto da negarne l’esistenza. Un rifiuto che riguarda principalmente quello rivolto alla gente, perché amore e odio ci porterebbero più vicini agli altri come nel caso dell’amore, o in lotta con gli altri nel caso dell’odio.

Solo coccodrilli per strada, altro non vedo, è l’immagine vista dall’alto della gente, un mare di persone che si muove lentamente , a volte capace di restare immobile per ore, ma pronta con l’occasione a sferrare il proprio attacco, un attacco vile che ti prende alle caviglie, e ti tira giù.

Siamo soli con le nostre storie, coi nostri pensieri irrisolti, perché sappiamo che non interessano a nessuno.

Forse la solitudine è insita nel fatto che siamo certi che le cose non potranno andare altro che così, quindi diamo per scontato che queste nostre storie, questi nostri pensieri, queste nostre emozioni non interessino a nessuno.
Sarà proprio così?
Sarà proprio così con tutti? A tal punto che non vediamo attorno a noi altro che coccodrilli?

Tutto quello che ci attraversa , comprende anche gli altri, ed è già accaduto, e accadrà di nuovo , e può essere condiviso, basta fare un piccolo sforzo di umiltà, contenti a volte di essere un po’ meno “intelligenti”

Sarà così che le nostre storie le vorremmo raccontare, condividere con gli altri per poi lasciarci andare, liberi da noi stessi.

Un pensiero di Giovanni Prati