
Solo, con la mia solitudine
non credevo si potesse soffrire così tanto
mi piacerebbe poterti raccontare la mia storia
ma a chi interesserà mai una storia così
Solo ,con i miei pensieri
non credevo mi perseguitassero così tanto
mi piacerebbe poterli realizzare
ma i miei sogni a chi mai potranno interessare
Solo, sempre più solo
mi trovo a percorrere questo tortuoso sentiero
ho tanto bisogno di lasciarmi andare
Ho forse sbagliato vita ?
Datemi una lancia da poter scagliare!
Bambole di terracotta
un baule pieno di speranze riposte ormai da tempo
le scarpette nuove indossate il giorno di festa
un orologio che segna l’infinito
e la neve che non cade più
Solo coccodrilli per le strade
altro non vedo.
Solo, in questa sera
solo in mezzo agli altri
con la solitudine degli altri
Tutto intorno a me è già accaduto
Solo
Giovanni Prati )
Copyright 2004 – da “ Forse un giorno, non molto lontano…”
“ L’uomo intelligente mirerà in primo luogo all’assenza di dolore, a non subire molestie, ad avere pace e tempo libero, cercherà quindi un’esistenza tranquilla, modesta, ma il più possibile priva di turbamenti, e dopo una certa esperienza dei cosiddetti uomini si sceglierà un’esistenza appartata, e perfino , se è uno spirito grande, in solitudine; perché quanto più uno possiede in se stesso, di tanto meno egli necessita dal mondo esterno, e tanto meno possono significare per lui tutti gli altri. Ecco perché la superiorità dello spirito rende poco socievoli. Per meglio dire, se la qualità della compagnia si potesse sostituire con la quantità, varrebbe la pena allora persino di vivere nel gran mondo, ma purtroppo cento stupidi ammucchiati non fanno un uomo intelligente. “
Schopenhauer – Aforismi sulla saggezza del vivere - Mondadori
“ … una gran parte della vita ci sfugge nel fare del male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta quanta nel fare altro da quello che dovremmo.
Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo?”
Lucio Anneo Seneca – L’arte di vivere - Bur
“ Capire la solitudine può aiutare a capire che cosa ci aspettiamo dagli altri e dai nostri rapporti con loro, e può offrire una prospettiva nuova da cui guardare all’intimità, all’amicizia , all’amore. “
Maria Miceli – Sentirsi soli – il Mulino
Siamo, chi più chi meno, tutti soli.
Soli nella nostra similitudine.
Forse perché siamo tutti noi , troppo intelligenti.
Forse perché siamo talmente stupidi da crederlo.
Oppure perché crediamo di controllare il tempo e pensare che ci appartenga a tal punto da spenderlo come e quando vogliamo.
Cerchiamo gli altri , ma pur vedendoli non li vediamo, perché il nostro sguardo si è intorpidito.
E’ sufficiente anche la sola immagine di un vecchio ricordo fermato nel tempo per farci sentire ancora più soli:
un baule dentro il quale ti nascondevi, le scarpette bianche della festa, quella vecchia bambola di terracotta , quell’orologio senza lancette quasi a segnare un tempo senza fine e senza inizio, e la neve che è rimasta solo un fugace ricordo e non cade più.
Forse sarà il prendersi troppo sul serio, o troppo seriamente la vita, che fa si che siamo proprio noi a voler star soli, lontani dalla gente, quasi fosse un nostro bisogno, quello di non attaccarsi mai a qualcuno o a qualche cosa , tanto da far diventare quello o questo indispensabili.
C’è in noi una tendenza forte a reprimere ogni sentimento, a tal punto da negarne l’esistenza. Un rifiuto che riguarda principalmente quello rivolto alla gente, perché amore e odio ci porterebbero più vicini agli altri come nel caso dell’amore, o in lotta con gli altri nel caso dell’odio.
Solo coccodrilli per strada, altro non vedo, è l’immagine vista dall’alto della gente, un mare di persone che si muove lentamente , a volte capace di restare immobile per ore, ma pronta con l’occasione a sferrare il proprio attacco, un attacco vile che ti prende alle caviglie, e ti tira giù.
Siamo soli con le nostre storie, coi nostri pensieri irrisolti, perché sappiamo che non interessano a nessuno.
Forse la solitudine è insita nel fatto che siamo certi che le cose non potranno andare altro che così, quindi diamo per scontato che queste nostre storie, questi nostri pensieri, queste nostre emozioni non interessino a nessuno.
Sarà proprio così?
Sarà proprio così con tutti? A tal punto che non vediamo attorno a noi altro che coccodrilli?
Tutto quello che ci attraversa , comprende anche gli altri, ed è già accaduto, e accadrà di nuovo , e può essere condiviso, basta fare un piccolo sforzo di umiltà, contenti a volte di essere un po’ meno “intelligenti”
Sarà così che le nostre storie le vorremmo raccontare, condividere con gli altri per poi lasciarci andare, liberi da noi stessi.
Un pensiero di Giovanni Prati

Nessun commento:
Posta un commento