venerdì 31 dicembre 2010

Le cose che vedo



La realtà delle cose che vedo
si scontra con i bisogni della vita

Lasciano spazio a cose futili
anche i sentimenti

Il mio rifuggire mi porta lontano
da un mondo che a stento mi appartiene
e tutto si confonde

Un vecchio frate all’angolo della strada
sorride ai passanti,
mentre un padre si dimentica di fare una carezza al suo bambino
così è la gente , generosa più con il destino
che verso il suo vicino

Lacrime e sorrisi a comando
un cuor di pietra
è l’altra faccia della luna

(Giovanni Prati )
Copyright 2004 – da “ Forse un giorno, non molto lontano…” Giovanni Prati


“ … io passo in mezzo a questa gente e tengo gli occhi aperti : essi non mi perdonano che io non invidii le loro virtù.
… Essi parlano tutti di me quando la sera, siedono intorno al fuoco – parlano di me , ma nessuno pensa a me! “

Nietzche – Così parlò Zarathustra - Bur


“ …conta vincere , non importa come e sulla base di quali idee. Sanno bene che occorre oggi sostenere una verità che magari domani non sarà più vera, poiché non rende. “

Andreoli –Cronaca dei sentimenti -Bur


La realtà è ciò che vediamo ?
La realtà della realtà sta in ciò che desideriamo ?
Tutto e nulla ci appartiene, ma agli occhi degli altri chi più ha, più è…

Conta vincere , sempre, a discapito di tutti e di tutto, perché arrivare secondi vuol dire essere dimenticati. Ma la realtà delle cose che vedo è che veniamo dimenticati anche se arriviamo primi.

Un vortice violento che ti spezza le ali, in un gioco ormai senza fine. E quel vecchio frate all’angolo della strada lo sa da tempo, e regala sorrisi ai passanti, sperando di ricevere altrettanto, cercando in qualche modo di distrarli, ma non sempre ci riesce, ed è così che un padre si dimentica di fare una carezza al suo bambino, pronto però a correre al gioco, sfidando il destino e la fortuna.

Vorrei fuggire da questo mondo , ma anche l’altra faccia della luna ha un cuore di pietra , perché non c’è alcun posto dove ognuno di noi possa trovare rifugio dalla realtà delle cose che vediamo se non impariamo prima a vederle dentro di noi.

Un pensiero di Giovanni Prati

giovedì 30 dicembre 2010

Fiore




Le strade brulicano di motori
i bambini giocano nel cortile
l’occhio vigile della madre

E’ già tardi
è ora di rincasare

Tutti tornano al focolare

Lei rimane sola per strada
non ha famiglia
non ha più amici

Cerca invano un rifugio ma trova solo un ripiego

La stazione è fredda ed ha paura

Un fiore all’angolo della strada


Copyright 2004 – da “Forse un giorno, non molto lontano… “Giovanni Prati




“ La bambina camminava con i piedi lividi dal freddo…
La bambina aveva molta fame e molto freddo…
Era l’ultimo giorno dell’anno e lei non pensava ad altro! Si sedette in un angolo fra due case.
Nonna , gridò la bambina tenendosi le braccia, portami con te!”

H.C. Andersen -La piccola fiammiferaia

“ Il sole muore già e di noi,
questa notte avrà pietà ”


Renato Zero – Amico-


“ In molti luoghi ci accorgiamo di questa sofferenza, di questa fame d’amore che solo voi ed io possiamo saziare.
Pensate all’infanzia abbandonata.
Un giorno scoprii un povero bambino che non mangiava : sua madre era morta.
Mi accorsi che una suora somigliava a sua madre. Le dissi di non fare altro che occuparsi del bambino: l’appetito tornò “


S. Madre Teresa di Calcutta

“ L’angelo disse a Lot e alla sua famiglia : salvati, non guardarti indietro e fuggi velocemente, affinché tu non abbia a morire.
Sua moglie invece guardò indietro e divenne una statua di sale “


Gen., XII, 17 e 28

“ Purtroppo non possiamo sempre spiegare il destino in base al nostro valore morale, e dietro alla fortuna e alla sfortuna che ci toccano, non si nasconde necessariamente un principio di giustizia. Quel che accade a noi non sempre dipende da noi “

Alain De Botton – Le consolazioni della filosofia- Guandi


“ Potevo dir forse che non ero io? O che io ero un altro? Né era in nessun modo da ragionare un atto che agli occhi di tutti voleva appunto apparire contrario a me stesso e incoerente.
Seguitavo a camminare, come vedete, con perfetta coscienza su la strada maestra della pazzia, ch’era la strada appunto della mia realtà, quale mi s’era ormai lucidissimamente aperta davanti, con tutte le immagini di me, vive, specchiate e procedenti meco.
Ma io ero pazzo perché ne avevo appunto questa precisa e specchiante coscienza; voi che pur camminate per questa medesima strada senza volervene accorgere, voi siete savii, e tanto più quanto più forte gridate a chi vi cammina accanto : - Io questo? Io, così? Tu sei cieco! Tu sei pazzo! “

Luigi Pirandello- Uno, nessuno e centomila



E’ strano come a volte le cose che accadono vicino a noi, siano per lo più incomprensibili.
E’ facile cadere in luoghi comuni, perdersi con frasi di rito che non hanno niente di più che porsi nel consueto: tra il dire e il fare ; eppure le cose accadono anche attorno a noi, il più delle volte proprio alle persone che normalmente incontriamo per strada, o che frequentiamo nella vita di tutti i giorni.
I bambini hanno il grande dono che li porta a far nel gioco la loro differenza, ma lo fanno giocando assieme: oggi questa parte del bruto, del povero, la faccio io , domani la fai tu.
Poi il gioco finisce e col gioco il loro sogno di essere o meglio di divenire quella cosa , quella persona che la realtà non lascia trapelare.
Arriva anche per loro l’ora di rincasare. C’è chi torna a casa triste perché è finito il divertimento , chi invece , cerca invano un rifugio e ricorda con felicità quel momento .
Noi adulti abbiamo perso questo gusto delle cose , non siamo più capaci di invertire i nostri ruoli nemmeno con la fantasia, come si faceva un tempo, e di conseguenza abbiamo assunto quella “superiorità” che ci ricorda Pirandello ; la superiorità dell’essere umano nella strada maestra della pazzia : Io questo? Io, così? Sì ! proprio così! Ma anche della pazzia , noi così abili , siamo riusciti a farne “ gioco”, e forti del nostro “ filosofare “ , ricordiamo che quel che accade a noi … o attorno a noi … non sempre dipende da noi.
E così ci possiamo mettere una pietra sopra, continuando a camminare noncuranti di ciò che accade , senza mai voltare lo sguardo, avendo il cuore in pace.
Capita però che alcune persone, nel loro cammino , intraprendono strade diverse, come quella Suora a noi tutti così cara, che ce lo ricorda facendo in qualche modo tornare l’appetito anche a chi non aveva più “fame”, perché aveva perso il “cibo” a lui più caro : l’affetto della propria madre.
Se però non hai cuore e guardi indietro come fece la moglie di Lot, potresti rimanere folgorato da quell’immagine , basito e combattuto tra lo sconforto e la voglia di salvare almeno te stesso.

Ci vorrebbe un po’ di giustizia! Ma dov’è la giustizia? Dov’è la carità?

Don Milani aveva colto nel segno quando nella sua “lettera ad una professoressa” affermò che la carità senza giustizia è solo un imbroglio

E fu così , che la bambina trovò solo un ripiego , si sedette in un angolo della strada , per la piccola fiammiferaia, un angolo appartato , triste e desolato, come quella stazione fredda che incute paura.

E rivolgendosi con gli occhi al cielo disse : Nonna, portami con te!

“ … lì non c’è nessuno, nessuno Gesù “

“ Mio Dio! (padre mio) Perché mi hai abbandonato? “

Ma dov’ero io? Dov’eravate voi?

Ed è così che …, il sole muore già …, tutto si oscurò .

Le strade , luoghi d’indifferenza, continuano a brulicare di motori, le persone le percorrono senza una meta facendo delle proprie certezze prove di verità .

Tra il cemento , all’angolo della strada è sbocciato un fiore, perché era Fiore il nome di quella bambina.

Quel dolce angelo “ abbia pietà di noi ”

Un pensiero di Giovanni Prati

giovedì 23 dicembre 2010

Le persone




Le persone vanno e vengono
e non si danno pace

Aprono tante porte
percorrono tante strade
e perdono il senso della vita
barattano loro stesse
ma non trovano la via d’uscita

Le persone vanno e vengono
e non hanno cuore
si cercano ma non si trovano
e così rimangono sole

Le persone vanno e vengono
e perdono il gusto dell’amore
sono presuntuose e stupide
e spendono tutto al sole

(Giovanni Prati)
Copyright 2003 – da “Ancora più in là ed oltre …”


Quante volte ,dopo aver fatto una determinata cosa , mi sono dato dello stupido.
Accortomi che la cosa che facevo era più dettata dal fatto di cercare la felicità, quella più apparente, quella che ci trascina per poterci far notare agli occhi degli altri, mi sono seduto, e mi sono messo ad osservare.

Ho visto che tutte le persone vanno e vengono , indaffarate dalla loro quotidianità.

Hanno bisogno di trovare sicurezza economica per poi di conseguenza ottenere la tanto ambita felicità , quindi aprono tante porte, e percorrono tante strade.

Per arrivare a questa sicurezza economica sono disposti il più delle volte a barattare loro stesse, quasi ad apparire come persone che non hanno cuore.

Alcuni di questi raggiungono il successo economico, altri la notorietà, altri ancora si perdono lungo i portoni o sotto i ponti, altri ancora non finiscono mai di cercare.

Da giovani sognano d’essere eroi e di cambiare il mondo , ma solo i più fortunati da vecchi si rendono conto che il mondo ha cambiato loro, ma è troppo tardi e il più delle volte non c’è neanche il tempo di poterlo raccontare ai figli o ai nipoti.

I più saggi sono quelli che non hanno mai cercato la felicità, perché la felicità come diceva Pascal , non è nel futuro , ma nel presente, e per essere felici , il più delle volte è sufficiente accontentarsi di quello che si ha.

Accontentarsi non vuole dire non ricercare il meglio , il bene-essere, o altro, vuol dire non vivere esclusivamente per un qualcosa che “ai nostri occhi non basterà mai”,perché ciò che vediamo è per noi sempre meno di ciò che desideriamo.

L’essere felici, non passa dall’aver ragione sugli altri, ma dal rispetto per gli altri , io dico liberamente la mia poi me ne stavo zitto, dicevano entrambi i genitori di M. Erickson

L’essere influenzati dagli altri ci può condurre a volte a compiere cose futili, assurde, pericolose , quindi è necessario prendere coscienza del fatto che noi siamo effettivamente influenzati dall’ambiente in cui viviamo e gli altri sono quelli che più ci influenzano , e di conseguenza riuscire a capire i meccanismi che ci condizionano nel nostro comportamento, ci permetterà, forse, in seguito di riuscire a migliorare le cose.

Le persone vanno e vengono, si incontrano, litigano, si amano , poi si lasciano e non si danno pace…

Le persone...

Un pensiero di Giovanni Prati