giovedì 30 dicembre 2010

Fiore




Le strade brulicano di motori
i bambini giocano nel cortile
l’occhio vigile della madre

E’ già tardi
è ora di rincasare

Tutti tornano al focolare

Lei rimane sola per strada
non ha famiglia
non ha più amici

Cerca invano un rifugio ma trova solo un ripiego

La stazione è fredda ed ha paura

Un fiore all’angolo della strada


Copyright 2004 – da “Forse un giorno, non molto lontano… “Giovanni Prati




“ La bambina camminava con i piedi lividi dal freddo…
La bambina aveva molta fame e molto freddo…
Era l’ultimo giorno dell’anno e lei non pensava ad altro! Si sedette in un angolo fra due case.
Nonna , gridò la bambina tenendosi le braccia, portami con te!”

H.C. Andersen -La piccola fiammiferaia

“ Il sole muore già e di noi,
questa notte avrà pietà ”


Renato Zero – Amico-


“ In molti luoghi ci accorgiamo di questa sofferenza, di questa fame d’amore che solo voi ed io possiamo saziare.
Pensate all’infanzia abbandonata.
Un giorno scoprii un povero bambino che non mangiava : sua madre era morta.
Mi accorsi che una suora somigliava a sua madre. Le dissi di non fare altro che occuparsi del bambino: l’appetito tornò “


S. Madre Teresa di Calcutta

“ L’angelo disse a Lot e alla sua famiglia : salvati, non guardarti indietro e fuggi velocemente, affinché tu non abbia a morire.
Sua moglie invece guardò indietro e divenne una statua di sale “


Gen., XII, 17 e 28

“ Purtroppo non possiamo sempre spiegare il destino in base al nostro valore morale, e dietro alla fortuna e alla sfortuna che ci toccano, non si nasconde necessariamente un principio di giustizia. Quel che accade a noi non sempre dipende da noi “

Alain De Botton – Le consolazioni della filosofia- Guandi


“ Potevo dir forse che non ero io? O che io ero un altro? Né era in nessun modo da ragionare un atto che agli occhi di tutti voleva appunto apparire contrario a me stesso e incoerente.
Seguitavo a camminare, come vedete, con perfetta coscienza su la strada maestra della pazzia, ch’era la strada appunto della mia realtà, quale mi s’era ormai lucidissimamente aperta davanti, con tutte le immagini di me, vive, specchiate e procedenti meco.
Ma io ero pazzo perché ne avevo appunto questa precisa e specchiante coscienza; voi che pur camminate per questa medesima strada senza volervene accorgere, voi siete savii, e tanto più quanto più forte gridate a chi vi cammina accanto : - Io questo? Io, così? Tu sei cieco! Tu sei pazzo! “

Luigi Pirandello- Uno, nessuno e centomila



E’ strano come a volte le cose che accadono vicino a noi, siano per lo più incomprensibili.
E’ facile cadere in luoghi comuni, perdersi con frasi di rito che non hanno niente di più che porsi nel consueto: tra il dire e il fare ; eppure le cose accadono anche attorno a noi, il più delle volte proprio alle persone che normalmente incontriamo per strada, o che frequentiamo nella vita di tutti i giorni.
I bambini hanno il grande dono che li porta a far nel gioco la loro differenza, ma lo fanno giocando assieme: oggi questa parte del bruto, del povero, la faccio io , domani la fai tu.
Poi il gioco finisce e col gioco il loro sogno di essere o meglio di divenire quella cosa , quella persona che la realtà non lascia trapelare.
Arriva anche per loro l’ora di rincasare. C’è chi torna a casa triste perché è finito il divertimento , chi invece , cerca invano un rifugio e ricorda con felicità quel momento .
Noi adulti abbiamo perso questo gusto delle cose , non siamo più capaci di invertire i nostri ruoli nemmeno con la fantasia, come si faceva un tempo, e di conseguenza abbiamo assunto quella “superiorità” che ci ricorda Pirandello ; la superiorità dell’essere umano nella strada maestra della pazzia : Io questo? Io, così? Sì ! proprio così! Ma anche della pazzia , noi così abili , siamo riusciti a farne “ gioco”, e forti del nostro “ filosofare “ , ricordiamo che quel che accade a noi … o attorno a noi … non sempre dipende da noi.
E così ci possiamo mettere una pietra sopra, continuando a camminare noncuranti di ciò che accade , senza mai voltare lo sguardo, avendo il cuore in pace.
Capita però che alcune persone, nel loro cammino , intraprendono strade diverse, come quella Suora a noi tutti così cara, che ce lo ricorda facendo in qualche modo tornare l’appetito anche a chi non aveva più “fame”, perché aveva perso il “cibo” a lui più caro : l’affetto della propria madre.
Se però non hai cuore e guardi indietro come fece la moglie di Lot, potresti rimanere folgorato da quell’immagine , basito e combattuto tra lo sconforto e la voglia di salvare almeno te stesso.

Ci vorrebbe un po’ di giustizia! Ma dov’è la giustizia? Dov’è la carità?

Don Milani aveva colto nel segno quando nella sua “lettera ad una professoressa” affermò che la carità senza giustizia è solo un imbroglio

E fu così , che la bambina trovò solo un ripiego , si sedette in un angolo della strada , per la piccola fiammiferaia, un angolo appartato , triste e desolato, come quella stazione fredda che incute paura.

E rivolgendosi con gli occhi al cielo disse : Nonna, portami con te!

“ … lì non c’è nessuno, nessuno Gesù “

“ Mio Dio! (padre mio) Perché mi hai abbandonato? “

Ma dov’ero io? Dov’eravate voi?

Ed è così che …, il sole muore già …, tutto si oscurò .

Le strade , luoghi d’indifferenza, continuano a brulicare di motori, le persone le percorrono senza una meta facendo delle proprie certezze prove di verità .

Tra il cemento , all’angolo della strada è sbocciato un fiore, perché era Fiore il nome di quella bambina.

Quel dolce angelo “ abbia pietà di noi ”

Un pensiero di Giovanni Prati

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