

Cos’altro poter chiedere
se nulla c’è da domandare
Facile è perdersi
dentro il niente,
chiudendo gli occhi
raccogliere la testa tra le mani
Beati gli ultimi
perché saranno i primi
Forse mai!
Illusione
rincorrere la vita,
lì a portata di mano
sempre un metro davanti a te
Catturare una stella
schiacciarla tra le dita,
aprire la mano
e accorgersi
che lei non brilla più
E’ buio,
dietro il vetro
un altro pazzo,
quel sorriso alla finestra,
mi guarda
di me non si ricorda più
( Giovanni Prati)
Copyright 2004 – da “ Forse un giorno, non molto lontano…” Giovanni Prati
“ Mi manca quella puzza che i matti si trascinano dietro, quella loro noncuranza che li rende talora ridicoli, fuori di ogni moda, al di sopra dello stesso bisogno di indossare un indumento. E’ come se avessero capito la vita e si fossero spaventati. Meglio credere di capire e persino credere di credere. Importante è cercare il senso dell’uomo e non trovarlo mai.”
( Vittorino Andreoli – Cronaca dei sentimenti- Bur )
“ Io volevo esser solo in un modo affatto insolito, nuovo. Tutt’al contrario di quel che pensate voi: cioè senza me e appunto con un estraneo attorno.
Vi sembra già questo un primo segno di pazzia?
Forse perché non riflettete bene.
Poteva già essere in me la pazzia, non nego; ma vi prego di credere che l’unico modo d’esser soli veramente è questo che vi dico.
La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, e soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignorate, così che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un’incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l’intimità stessa della vostra coscienza. “
( Luigi Pirandello – Uno, nessuno e centomila)
Dove sta di casa la follia?
Nell’uomo di certo ha trovato dimora, la follia dei sani, dei “giusti”, di coloro che hanno sempre una risposta a tutto, a tutti.
Il matto difficile da capire, incomprensibile per la ragione.
Pazzo era persino Galileo Galilei, matti ancor di più gli altri, che non si accorgevano di ciò che lui vedeva.
La solitudine e la pazzia, un binomio indissolubile.
Un matto è sempre solo.
Un uomo sano è sempre in compagnia di altri matti.
Chissà se prima o poi saranno veramente i primi…, ora che sono gli ultimi.
Forse un giorno, dietro quella finestra, su quel viso scenderà una lacrima,
noi ci gireremo, lo guarderemo, accenneremo un sorriso, poi non lo ricorderemo più.
( Un pensiero di Giovanni Prati)
