lunedì 24 settembre 2007

Fantasmi




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Fantasmi

Uno sguardo fisso, basito
anime che lasciano i corpi

Quanti fantasmi ci sono intorno a noi?

Tutti i corpi lasciano un segno
testimoni di una breve illusione

Mi allontano da me stesso

La condizione per arrivare
si fa avanti la proposta

Qual’ è lo scopo
di tutto questo?

Un nuovo imbroglio

Giustizie parallele
è un momento delicato

L’ultima decisione
rimescolare tutto

Ogni cosa rimarrà
al suo posto
e i fantasmi continueranno
a ballarci intorno


(Giovanni Prati)
Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati

Anime che lasciano i corpi…
Il disagio che, da tanto tempo, ci opprime, rende la nostra vita appesa a un filo, come un lenzuolo steso in balia del vento. C'è disagio negli studi, nel lavoro, nella coppia, nella nostra esistenza… Potremmo adattarci alle cose che cambiano se ne prendessimo più coscienza e le accettassimo per quello che sono: semplici accadimenti della vita. E’ inutile negarlo, ci accorgiamo che esiste un mondo interno dentro di noi che si scontra con la nostra esteriorità, che si pone come ostacolo insormontabile, vista dall'esterno, sembra un qualcosa di incomprensibile, tendente alla follia.
Siamo circondati da tutto, o quasi tutto, ma ci rendiamo conto che le cose più essenziali molto spesso ci vengono a mancare.
Manca il senso di essere davvero sé stessi o, per lo meno, di stare andando nella direzione giusta per diventare sé stessi e per potere, di conseguenza, essere contenti di sé e della propria vita.
Ci troviamo cosi, alternativamente una volta mister Hyde e l’altra il dottor Jekyll , a tal punto da non saper più distinguere quale di questi sia quella più vera.
Nelle difficoltà, nelle crisi esistenziali, ecco l’emergere dei fantasmi, attraverso il ricordo delle cose e l’angoscia.
La paura di non riuscire, di cadere, di fallire, con la conseguenza di essere considerati dagli altri come incapaci, perdenti, insicuri, facendo così perdere di noi anche il rispetto , il senso della vita.
Giustizie parallele… ci portano a non riconoscere più ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Quanti di questi fantasmi sono stati creati dal nostro modo di vivere, che col tempo ha trasformato anche quei pochi valori che c’erano, in debolezze e sintomi di una fragilità che porta l’essere umano a fare prima o poi i conti con sé stesso, col rischio di un non ritorno.
Sentire sé stesso e a rapportarsi agli altri attraverso la mediazione del senso di sé. Il vero sentire è sentire noi stessi che sentiamo il bene e il male della vita.
Imparare a distinguere il nostro mister Hyde dal nostro dottor Jekyll, riprenderci la vita, accompagnando per mano i nostri ragazzi, prima che i fantasmi si impossessino di loro, e avvolti in quel lenzuolo appeso al filo, il primo colpo di vento, in una notte d’estate, ce li porti via, lasciando a terra solo quei corpi testimoni di una breve illusione.
( Un pensiero di Giovanni Prati)

domenica 16 settembre 2007

Vedere con le mani


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Vedere con le mani

Vorrei toccarti con gli occhi
vedere con le mani
sentire con il cuore
parlare allo spazio tutto attorno
capire il tuo dolore

L’uomo si abbandona a sé stesso
al suo amaro destino
rinchiuso nel suo recinto
il suo simile
lo vede come un mastino

Per cambiare il mondo
ci vuole un po’ di coraggio
quel tanto di curiosità

Con la forza di un giovane accanto
uniti nella diversità
avrà più senso anche la nostra età

(Giovanni Prati)
Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati



E’ necessario che tutto cambi…
La paura di perdere ciò che si ha, sentirsi gli unici giusti, nel lavoro, nella famiglia, ovunque.
Difendere ciò che si ha è cosa naturale, intrinseca nella stessa natura umana, ma non accorgersi dei cambiamenti in corso è da stupidi, quanto sottovalutarli.
L’altro giorno una persona non vedente, con cecità totale, a seguito di una malattia sopraggiunta dodici anni fa, mi ha fatto vedere “La nascita di Venere” del Botticelli. Ho chiuso gli occhi e lui con le sue mani ha guidato le mie in una lettura tattile. Prima di allora, con lo sguardo, mi ero sempre concentrato alla sola immagine della Venere, senza mai soffermarmi, più di tanto, sugli altri particolari dell’opera, tanto e ancor più interessanti. Mentre mi guidava nella lettura, mi parlava dell’opera, come fosse sua, nelle sue parole trapelavano le stesse emozioni dell’autore.
L’opera era un calco perfetto del quadro.
Prima ancora mi aveva raccontato, con poche parole, la sua storia, il percorso della sua vita, passata dalla gioia di quando era ragazzo, alla disperazione a seguito degli eventi della malattia, sino a ritrovare la pace dentro di sé, avvicinandosi agli altri come lui.
Oggi quella persona non vedente, insegna Storia dell’Arte( anche a noi vedenti) e il sistema di scrittura e lettura con il codice Braille.
Apriamo le nostre porte ai giovani, al futuro, al diverso… e impareremo a vedere con le mani e a toccare con gli occhi.
Prima che tutto cambi… e tutto rimanga lo stesso.
( Un pensiero di Giovanni Prati)

lunedì 3 settembre 2007

Tra le piccole cose




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Tra le piccole cose

L’uomo diventa
quello che sogna

Tante cose succedono
a caso

I cambiamenti repentini
lasciano tutto immutato

Il momento della scelta
Affrontare, o no, le nostre paure
per trovare un poco di felicità

L’ultimo desiderio

Chiudi gli occhi
e vola lontano con me
in un attimo
tra le piccole cose
ti ritroverò


(Giovanni Prati)
Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati



Tra le piccole cose…
A volte, guardandomi allo specchio mi soffermo sulla mia immagine, e mi domando se sono più buffo, più stupido, di quanto mai io possa immaginare. Poi cerco di vedere oltre, attraverso lo specchio che davanti a me si scioglie come neve al sole, lasciando dietro a sé solo il muro nudo e freddo, senza alcuna immagine.
La differenza tra ciò che appare e ciò che non appare; l’apparenza delle cose e non la realtà delle cose.
Ci sono cose che hanno un valore, altre che hanno un prezzo.
Di solito veniamo attratti dalle seconde, più facili da ottenere, più semplici da apprezzare, e ci dimentichiamo delle prime.
Ci circondiamo di cose inutili, perché non sappiamo più trovare il valore delle cose, nelle cose, tra le piccole cose.
A volte sarebbe meglio chiedersi, che cosa vogliamo veramente, ma non siamo più capaci a farlo.
Entrando nel mio ufficio, in una piccola stanza, adibita a sala riunioni, tra i miei libri che trattano perlopiù di materie giuridiche ed economiche, ci sono piccoli pupazzi, tanti Pinocchio, uno diverso dall’altro, libri di favole, di filosofia, poemi greci e latini…, alcune mie poesie appese alla parete, quasi a volermi ricordare che c’è qualcosa che va oltre il mio lavoro.
Forse è un po’ rimanere infantili, volersi nascondere tra le piccole cose, ricavarsi un piccolo spazio ove a tutti è lasciata la possibilità solo di guardare, ma non di entrare.
Tra le piccole cose, l’uomo diventa quello che sogna.
( Un pensiero di Giovanni Prati)