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Fantasmi
Uno sguardo fisso, basito
anime che lasciano i corpi
Quanti fantasmi ci sono intorno a noi?
Tutti i corpi lasciano un segno
testimoni di una breve illusione
Mi allontano da me stesso
La condizione per arrivare
si fa avanti la proposta
Qual’ è lo scopo
di tutto questo?
Un nuovo imbroglio
Giustizie parallele
è un momento delicato
L’ultima decisione
rimescolare tutto
Ogni cosa rimarrà
al suo posto
e i fantasmi continueranno
a ballarci intorno
(Giovanni Prati)
Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati
Anime che lasciano i corpi…
Il disagio che, da tanto tempo, ci opprime, rende la nostra vita appesa a un filo, come un lenzuolo steso in balia del vento. C'è disagio negli studi, nel lavoro, nella coppia, nella nostra esistenza… Potremmo adattarci alle cose che cambiano se ne prendessimo più coscienza e le accettassimo per quello che sono: semplici accadimenti della vita. E’ inutile negarlo, ci accorgiamo che esiste un mondo interno dentro di noi che si scontra con la nostra esteriorità, che si pone come ostacolo insormontabile, vista dall'esterno, sembra un qualcosa di incomprensibile, tendente alla follia.
Siamo circondati da tutto, o quasi tutto, ma ci rendiamo conto che le cose più essenziali molto spesso ci vengono a mancare.
Manca il senso di essere davvero sé stessi o, per lo meno, di stare andando nella direzione giusta per diventare sé stessi e per potere, di conseguenza, essere contenti di sé e della propria vita.
Ci troviamo cosi, alternativamente una volta mister Hyde e l’altra il dottor Jekyll , a tal punto da non saper più distinguere quale di questi sia quella più vera.
Nelle difficoltà, nelle crisi esistenziali, ecco l’emergere dei fantasmi, attraverso il ricordo delle cose e l’angoscia.
La paura di non riuscire, di cadere, di fallire, con la conseguenza di essere considerati dagli altri come incapaci, perdenti, insicuri, facendo così perdere di noi anche il rispetto , il senso della vita.
Giustizie parallele… ci portano a non riconoscere più ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Quanti di questi fantasmi sono stati creati dal nostro modo di vivere, che col tempo ha trasformato anche quei pochi valori che c’erano, in debolezze e sintomi di una fragilità che porta l’essere umano a fare prima o poi i conti con sé stesso, col rischio di un non ritorno.
Sentire sé stesso e a rapportarsi agli altri attraverso la mediazione del senso di sé. Il vero sentire è sentire noi stessi che sentiamo il bene e il male della vita.
Imparare a distinguere il nostro mister Hyde dal nostro dottor Jekyll, riprenderci la vita, accompagnando per mano i nostri ragazzi, prima che i fantasmi si impossessino di loro, e avvolti in quel lenzuolo appeso al filo, il primo colpo di vento, in una notte d’estate, ce li porti via, lasciando a terra solo quei corpi testimoni di una breve illusione.
( Un pensiero di Giovanni Prati)

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