domenica 16 settembre 2007

Vedere con le mani


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Vedere con le mani

Vorrei toccarti con gli occhi
vedere con le mani
sentire con il cuore
parlare allo spazio tutto attorno
capire il tuo dolore

L’uomo si abbandona a sé stesso
al suo amaro destino
rinchiuso nel suo recinto
il suo simile
lo vede come un mastino

Per cambiare il mondo
ci vuole un po’ di coraggio
quel tanto di curiosità

Con la forza di un giovane accanto
uniti nella diversità
avrà più senso anche la nostra età

(Giovanni Prati)
Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati



E’ necessario che tutto cambi…
La paura di perdere ciò che si ha, sentirsi gli unici giusti, nel lavoro, nella famiglia, ovunque.
Difendere ciò che si ha è cosa naturale, intrinseca nella stessa natura umana, ma non accorgersi dei cambiamenti in corso è da stupidi, quanto sottovalutarli.
L’altro giorno una persona non vedente, con cecità totale, a seguito di una malattia sopraggiunta dodici anni fa, mi ha fatto vedere “La nascita di Venere” del Botticelli. Ho chiuso gli occhi e lui con le sue mani ha guidato le mie in una lettura tattile. Prima di allora, con lo sguardo, mi ero sempre concentrato alla sola immagine della Venere, senza mai soffermarmi, più di tanto, sugli altri particolari dell’opera, tanto e ancor più interessanti. Mentre mi guidava nella lettura, mi parlava dell’opera, come fosse sua, nelle sue parole trapelavano le stesse emozioni dell’autore.
L’opera era un calco perfetto del quadro.
Prima ancora mi aveva raccontato, con poche parole, la sua storia, il percorso della sua vita, passata dalla gioia di quando era ragazzo, alla disperazione a seguito degli eventi della malattia, sino a ritrovare la pace dentro di sé, avvicinandosi agli altri come lui.
Oggi quella persona non vedente, insegna Storia dell’Arte( anche a noi vedenti) e il sistema di scrittura e lettura con il codice Braille.
Apriamo le nostre porte ai giovani, al futuro, al diverso… e impareremo a vedere con le mani e a toccare con gli occhi.
Prima che tutto cambi… e tutto rimanga lo stesso.
( Un pensiero di Giovanni Prati)

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