La collera
La collera ti potrà dare tanta forza
ma ti potrà distruggere
se non saprai guardare
oltre il dolore
Ora devi viaggiare dentro di te
o affrontare le tue angosce
Oltre il confine
oltre l’oscurità
cancellare la paura
Non chiederti perché?
per dove?
non puoi avere una risposta a tutto
Il viaggio sarà lungo
molte ore le passerai in silenzio, a pensare
Il tempo in fondo non significa niente
davanti alla fretta , fermati
davanti al desiderio, rinuncia
davanti alla morte, sorridi
Solo così
sopravvivrai nonostante tutto
amico mio
(Giovanni Prati)
Copyright 2008 – da “ Quando le parole parlavano da sole ” Giovanni Prati
Quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. E’ più facile andare in discesa, ma alla fine ritrovi in un buco. A salire c’è speranza. E’ difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta.
Bisogna prendersi dei momenti da soli, di silenzio, di riflessione, di distacco. E guardare.
Quello che ti aspetti dal futuro è una scatola piena di illusioni, vuota. Chi ti dice che si riempirà? Ora lavoro, poi vado in pensione e vado a pescare. Chi lo sa se ci saranno ancora i pesci? La vita avviene in questo momento ed è in questo momento che uno deve saper godere.
( Tiziano Terzani – La mia fine è il mio inizio - Longanesi)
Capita spesso di incontrare persone che vivono nella collera, che odiano gli altri, soprattutto le persone che stanno più vicine.
Pensano sempre di aver ragione su tutto, mettendosi sempre sul piedistallo più alto, pronte a criticare, a schernire.
Il tempo li consumerà; vivranno la loro vita nella totale infelicità.
A volte si nascondono dietro un falso sorriso, sono pieni di sé, hanno una maschera che li nasconde il viso.
Cercate di non cadere nel tranello d’imitarli, non fatevi ingannare, coltivate la pazienza, la tolleranza e il cambiamento, prendetevi cinque minuti al risveglio ogni mattina per pensare, che tutto questo si può fare.
Arriverà quel giorno ove nessun treno alla stazione si potrà fermare, sulla panchina vuota, resterà la collera da sola ad aspettare.
( Un pensiero di Giovanni Prati)


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