lunedì 22 ottobre 2007

Un violino stonato

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Un violino stonato ( a José Antonio Abreu)

Crudele e barbaro
questo mondo
se ci rifletto
se ci rifletto bene

La vita, si racconta
sia qualcosa di straordinario
se la si sa cogliere
con gli occhi di un bambino

Non è facile piangere da soli
lontano dalle luci della città

Tolto gli abiti più scuri
riposto quelli della festa
aspettavo che mi parlasse
che mi dicesse qualcosa

La gioia nei suoi occhi
con un piccolo strumento in mano
suonato senza conoscere la musica

Si può salvare un bambino
con un violino stonato


(Giovanni Prati)
Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati



Centocinquanta orchestre giovanili e 140 infantili, 250.000 tra bambini e ragazzi che hanno imparato a suonare uno strumento musicale e fanno parte di un'orchestra. Il 'sistema Abreu', cioè il progetto sociale e musicale messo a punto 32 anni fa in Venezuela da Josè Antonio Abreu e sostenuto e ammirato dai più grandi musicisti, a cominciare da Claudio Abbado, ha prodotto "una resurrezione". Ha strappato i giovani alle bande criminali, li ha riscattati da una situazione di miseria materiale e spirituale, dando loro la forza per lottare per il proprio futuro e per quello delle persone vicine. Abreu, 65 anni, ha ricevuto il 14 all'Auditorium della musica di Roma il Premio Unicef - Dalla Parte dei Bambini, "Per aver dedicato tutta la sua vita alla tutela dell'infanzia e dell'adolescenza e per essersi distinto nelle attività di recupero, attraverso la musica, di ragazzi in situazioni di grave disagio". La premiazione è stata preceduta da 'Tocar e Luchar', il commovente documentario realizzato da un ex allievo di Abreu, oggi diventato regista, Alberto Arvelo. Ed è stato seguito dal concerto dell'Orchestra Giovanile del Venezuela 'Simon Bolivar', costituita dagli elementi migliori delle orchestre giovanili venezuelane. Sul podio il venticinquenne Gustavo Dudamel, egli stesso un prodotto del sistema Abreu, considerato dalla critica internazionale "il più interessante nuovo direttore del pianeta", e, il giorno successivo, il 15, Claudio Abbado. Mentre gli economisti di tutto il mondo si stanno domandando se davvero gli aiuti stanziati negli anni siano serviti allo sviluppo dei Paesi più poveri, e se i complicati progetti delle organizzazioni internazionali abbiano mai prodotto un qualche risultato, il sistema Abreu fa tornare in mente un antico detto cinese: "Se dai un pesce ad un uomo, si nutrirà una volta. Se gli insegni a pescare, mangerà tutta la vita. Se i tuoi progetti valgono un anno, semina il grano. Se valgono cent'anni, istruisci le persone".

(Settembre 2006 - Rosaria Amato)

La musica…
Lo devo proprio ammettere, ci sono persone che su questo pianeta fanno la differenza sulle altre, perché hanno qualcosa in più… un sogno impossibile da realizzare. Più il sogno sembra impossibile, più grandi sono le difficoltà per trasformarlo in realtà, più questi s’impegnano a realizzarlo. I grandi uomini di tutti i tempi, i giusti, non si sono mai fermati davanti a queste paure, mettendo a rischio, il più delle volte, la propria vita, per il bene di noi tutti. Alcuni giorni fa, ho avuto l’occasione, e perché non ammetterlo, la fortuna, di incontrare Francesco Merini, il giovane regista e sceneggiatore che insieme a Helmut Failoni, ha seguito il Maestro Claudio Abbado nella sua lunga avventura nel Venezuela, accanto al Maestro Abreu.Ho avuto la possibilità di vedere il suo film, e di parlare, a tu per tu, con lui, di questa grande avventura che ha vissuto e in parte gli ha segnato la vita. Più si conoscono varie culture e religioni e più si capisce la vita.
In Venezuela, a Caracas, la città più pericolosa al mondo, ove ci sono grate davanti ai bar, ai negozi, alle porte di casa, dentro le aule delle scuole, grate davanti ad altre grate, ove le macchine di sera non si fermano ai semafori rossi, perché i passeggeri rischierebbero la vita, in questa realtà , da tanti anni, lavora e vive José Antonio Abreu.
Si può salvare un bambino dal disagio, attraverso la musica, togliendogli la pistola e facendogli suonare uno strumento.
La gioia di uno strumento suonato senza conoscere la musica.
Ha creato orchestre corali composte di bambini e ragazzi sordomuti che cantano con il solo movimento delle mani, indossando dei guanti bianchi e colorati ( le orchestre delle mani bianche) e altri, non vedenti, e disabili, che cantano con la voce.
Ha già tolto dalla strada più di 250.000 bambini, di questi, molti sono diventati dei veri talenti, che suonano nelle orchestre più famose del mondo, come ad esempio quella di Berlino.
- La musica -, dice, - non è tutta la vita, è la cosa più bella della vita -.
- Se vuoi capire la valle, sali sulla cima del monte. Se vuoi capire la cima del monte, vai sulla nuvola. Se vuoi capire la nuvola, chiudi gli occhi e pensa -.
Quando sei triste, infelice tra le mura di casa, insofferente nel lavoro, ricordati che è arrivato il momento di ascoltare la musica, le note che ti giungeranno al cuore da quel violino stonato, ti porteranno la gioia di quei bambini a cui qualcuno ha ridato la vita… sempre che anche tu, almeno per una volta, lo sia stato ed abbia creduto in un sogno.














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