lunedì 6 agosto 2007

Storie di vita


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Le cose si vedono meglio
col passare degli anni

E’ facile comprendere,
le ragioni sono evidenti

Dove si nascondono gli affetti…
interessante capire che cosa succede

C’è ancora qualcosa da scoprire
in questo mondo
che va oltre i confini
oltre gli spazi infiniti

Chi l’avrebbe mai detto
che alla fine
le nostre vite si sarebbero incontrate
proprio ora, proprio qui
in questa stanza
di un malandato ricovero

Con i tanti nostri anni
i nostri passati
i nostri sogni,
raccontarli ci vorrebbe una vita

La tua vita
e la mia vita
se preferisci chiamale
storie di vita

L’amore a tarda età
ti ricuce il cuore
ti riporta un po’ di giovinezza
ti aiuta nell’umore

Facciamo due passi
abbracciati l’uno all’altra
appoggiati ai nostri bastoni
nel nostro dolore
con la nostra storia d’amore


(Giovanni Prati)
Copyright 2007 – da “ Aldebaran” Giovanni Prati
Ci sono voluti sei mesi prima che ci dessimo del tu, siamo gente d’altri tempi; ma poi la nostra confidenza così profonda che quando parlo con lei ho lo stesso pudore che avrei se parlasi tra me e me. Non ci sono barriere tra noi, non c’è nulla che non le direi. Ci siamo raccontati la vita, così come l’abbiamo vissuta.
Solo a due vecchi può succedere questo miracolo, i giovani non possono capire. Solo se si ha un corpo disfatto come il mio, solo se lei ti vede mangiare con difficoltà o ti deve imboccare puoi capire cosa intendo. Se superi la falsità dell’apparenza, la rigidità della forma, la decadenza della vecchiaia, allora non c’è nulla che ti può imbarazzare.
Certe volte sono geloso di lei. E’ così disponibile, così umanamente interessata agli altri, così attenta ai bisogni di chiunque, che certe volte mi fa rabbia perché vorrei che tutte le sue premure fossero per me. Non è egoismo il mio, voglio dire, non è solo egoismo, è gelosia, soprattutto.
…Passiamo molto tempo insieme, tutto quello che la vecchiaia e le regole di questo posto ci consentono, ma io vorrei che fosse di più. Vorrei vivere con lei, nella stessa casa, fuori di qui. Passeggiare con lei, mangiare con lei, da soli e senza farmi aiutare. Dormire con lei, perfino fare l’amore con lei. Tutte cose normali, come una coppia normale. Ma non posso farlo, il mio corpo non lo permette. La mente sì. La mente sarebbe pronta, per il solo fatto di riuscire a immaginarlo.
L’avessi incontrata prima…
( Lorenzo Licalzi- Che cosa ti aspetti da me? -Rizzoli- - un romanzo da non perdere)

Una furtiva lagrimanegli occhi suoi spuntò... quelle festose giovani invidiar sembrò...Che più cercando io vo? M’ama, lo vedo.Un solo istante i palpiti del suo bel cor sentir!.. I miei sospir confondere per poco a’ suoi sospir! ... Cielo, si può morir;di più non chiedo.
(Una Furtiva Lagrima)





Tutta una vita dedicata al lavoro, alla famiglia…
I nostri vecchi si vengono a trovare fragili in amore, come ramoscelli al vento, mentre un tempo erano forti davanti alle difficoltà della vita e di fronte alla miseria che hanno attraversato. I più hanno iniziato a lavorare da bambini, e nei momenti liberi, un po’ di scuola, o a badare gli altri fratellini.
In quei tempi, la strada, li faceva incontrare tutti, con i loro sogni di successo, d’avventure. I ragazzi corteggiavano le ragazze, e queste ultime si facevano desiderare sempre più. Altri tempi, altre stagioni, altre storie di vita.
Spesso mi capita di sentirli parlare tra loro, accennare al fatto che non sono più buoni a fare niente, perché i movimenti del corpo si sono fatti lenti, e i malanni che portano dentro sono per tanti una sofferenza continua, una pena, un castigo da sopportare.
Molte volte mi chiedo se ci si può ancora innamorare da vecchi. A quanto pare sembra proprio di sì. L’amore si dice, non ha età. Sarà un amore diverso, fatto più di carezze , d’attenzioni, d’affetto e stima reciproca.
…Chiusi in quel malandato ricovero, non hanno più un nome, né una storia. E’ giunta ormai la sera, e fuori, davanti a questo cancello che mi separa da loro, li vedo lentamente allontanare, li vorrei fermare, dirgli che quella non è la strada che porta alla loro stanza, ma non ho il coraggio, e li guardo, mentre continuano ancora a passeggiare, abbracciati l’uno all’altra, appoggiati ai loro bastoni…
Da lì a poco, si confonderanno i lor sospir, nel silenzio i palpiti dei loro cor potran sentir.
(Un pensiero di Giovanni Prati)

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